1-Chiesa Parrocchiale Santa Maria della Speranza-Olmo-Perugia-(Anno 2009)

VIA DON DARIO PASQUINI-OLMO-PERUGIA-SS.MESSE:GIORNI FERIALI ORE 18.00-DOMENICA ORE 9.00-11.00 -PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

2-Chiesa Parrocchiale San Pietro Apostolo-Chiugiana-Perugia - (Anno-1602)

VIA FLEMING-CHIUGIANA-PERUGIA-IN QUESTO PERIODO NON CI SONO MESSE LA DOMENICA-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

3-Chiesa Parrocchiale di San Martino-Fontana-Perugia - (Anno-1163)

STRADA FONTANA-LA TRINITA'-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

4-Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista-Olmo-Perugia-(Anno-)

Non Viene Celebrata la S.Messa- PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

5-Chiesetta della Trinità-Colle della Trinità-Perugia-(Anno-1300)

VIA DELLE ROSE-LOC.FONTANA-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

sabato 11 febbraio 2012

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

SESTA DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO












MONIZIONE AMBIENTALE

Per i rabbini il lebbroso era un morto in vita tanto che una sua eventuale guarigione avrebbe suscitato l’effetto di una risurrezione da morte. Tale malattia era la più grave forma di impurità fisica che potesse capitare ad un uomo. Egli veniva privato della possibilità del culto e separato dalla comunione di vita con Dio come lo era chi stava nella tomba. Con Gesù tutto questo acquista un senso totalmente diverso, il dolore è un campo in cui la fede si può fortificare, e la Speranza può diventare certezza. È la grande occasione dell’esistenza da vivere e donare a Dio. Cristo è presente in questa esperienza umana, lotta contro il male e il limite. La dove c’è il dolore, là dove c’è la sofferenza o l’imperfezione, la c’è il Cristo e dovrebbe esserci ogni cristiano.

 MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA
 
Una tragica figura avanza su una strada della Palestina, le sue vesti sono lacerate, i capelli scarmigliati, la barba velata in segno di lutto. A quella vista tutti fuggono quasi come di fronte ad un mostro. La pelle chiazzata e corrosa di quell’uomo rivela la presenza di un lebbroso, lo scomunicato per eccellenza, un cadavere ambulante. La malattia per l’antico Israele era considerata  punizione per un peccato, quale enorme colpa doveva essere alla radice di un malato di lebbra. La tradizione rabbinica giungeva al punto di proibire ai lebbrosi persino di accostarsi alle mura della città santa, Gerusalemme.

 MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

 Nella nostra esistenza dobbiamo farci imitatori di Cristo, secondo il richiamo di Paolo; come lui dobbiamo farci peso dell’umanità che ci circonda. Il cristiano non può restare indifferente, è l’amore stesso di Cristo che ci spinge verso gli altri, in particolare verso tutti gli emarginati, i sofferenti, i bisognosi di ogni genere.

 MONIZIONE AL VANGELO

Gesù osa entrare in contatto con un lebbroso, egli vuole toccarlo, violando tutte le norme di purità, addossandosi il suo male, quasi condividendone il destino, spezzandone l’isolamento totale. Non è più il sacerdote dell’antico testamento che insegna al popolo che cosa si può o non si può fare,ciò che è puro e ciò che non lo è. Egli lo tocca, cioè prende su di se la sua infermità, partecipa alla sua triste condizione. Il cristiano autentico deve camminare come il suo Signore sulle strade dei malati di ogni tipo di lebbra, provando compassione per loro, stendendo le mani, toccando le piaghe e implorando guarigione e liberazione dall’Unico che può salvare veramente.

venerdì 10 febbraio 2012

FESTA DI CARNEVALE

giovedì 9 febbraio 2012

LA NOSTRA COMUNITA' PARROCCHIALE A TEATRO

A grande richiesta ritorna ad Assisi il musical  dedicato alla figura di Santa Chiara nell’ anno del ottavo centenario della sua consacrazione.



Ritorna  in scena al Teatro Metastasio di Assisi il musical “CHIARA DI DIO”.
Il musical, richiesto dal comune di Assisi e da San Damiano all’ autore e regista, ha debuttato in occasione della ricorrenza dei 750 anni dalla morte di Santa Chiara  nel 2004 ed stato eccezionalmente  rappresentato l'11 agosto 2004 anche  nel bellissimo scenario di San Damiano. Lo spettacolo è in  pianta stabile al Teatro Metastasio dal 9 agosto  2008, in tre anni di permanenza ad Assisi il bilancio  è lusinghiero, oltre 76.000 spettatori di tutte le età, pur essendo in lingua italiana ha raccolto vasti consensi anche da un pubblico internazionale. Oltre  600 rappresentazioni, 1 milione e mezzo di turisti provenienti da tutto il mondo hanno potuto visitare la mostra e vedere i filmati nel teatro luogo di accoglienza rimasto aperto tutti i giorni, circa 200 tra artisti, tecnici e collaboratori coinvolti. 4 le lingue in cui è stato tradotto il copione. Oltre 110 i giovani che la compagnia teatrale ha coinvolto attraverso stage teatrali gratuiti e attraverso l’ Accademia del Musical aperta dallo scorso settembre ad Assisi.
“Chiara di Dio” è così diventato ormai un punto di riferimento per i pellegrini che giungono nella città serafica; un coronamento al viaggio nella città di Chiara e Francesco che nello spettacolo emergono con tutta la loro personalità, umanità e santità.
Il musical completamente dedicato alla figura e alla vita di Santa Chiara accanto a San Francesco è scritto e diretto da Carlo Tedeschi, che avvalendosi delle Fonti Francescane storiche, fa emergere l'umanità e l'attualità di questi due giovani, un esempio per i ragazzi di oggi nonostante siano trascorsi otto secoli. Proprio per questa sua straordinaria attualità sono ormai oltre un centinaio le compagnie amatoriali che hanno rappresentato il musical non solo in  Italia ma anche in America Latina, Germania e Svizzera, coinvolgendo oltre 5 mila giovani. Il regista e autore Carlo Tedeschi ha voluto dare loro la possibilità, fin da subito, di utilizzare basi e copioni, nonché le strutture del piccolo Paese del Lago di Monte Colombo (RN) ove si è formata la compagnia teatrale fornendo collaborazioni nel montaggio del musical (coreografie, canti, recitati) e nella realizzazione di costumi e scenografie.  Sede della Fondazione Leo Amici, promotrice dell'evento, il Piccolo Paese è centro ricettivo culturale e formativo d'accoglienza nonché di un' Accademia di arte e formazione.
Nella sua riedizione Carlo Tedeschi presenta il celebre musical sulla vita della santa di Assisi riallestito con effetti speciali inediti: lo spettatore avrà la possibilità di vedere Chiara e Francesco nei luoghi dove hanno vissuto, ovvero la Cattedrale di san Rufino dove si sono incontrati, il chiostro di san Damiano, la Porziuncola, la cella di San Damiano dove  Chiara è morta, i boschi di Santa Maria degli Angeli.
Queste scelte rendono la produzione capace di attualizzare il misticismo ed al contempo la concretezza della prima donna della storia della Chiesa che abbia dettato la regola del proprio ordine. Flash back, uno stile di recitazione del tutto particolare, musiche e canzoni originali per una regia quasi cinematografica, rendono il musical altamente suggestivo e coinvolgente.
Il musical  andrà in scena al Teatro Metastasio ogni sabato alle 21:30 ,ogni domenica alle 14:30 e ogni giorno su richiesta gruppi.
La trama: Un vecchio spiega l’esigenza di raccontare la vita di Santa Chiara, utilizzando le parole di Papa Giovanni Paolo II, dice che “è veramente difficile disgiungere questi due nomi, Francesco e Chiara”. Li definisce “fenomeni”, “leggende”. Lo spettacolo inizia con Chiara morente, intorno a lei le consorelle piangenti. Chiara sfinita, chiede “una cerasa”, una ciliegia. Lei abituata ai digiuni, chiede, con una umanità straordinaria, qualcosa per sé. Agnese manda di corsa una sorella nel chiostro ma siamo in agosto e non è stagione di ciliegie, e nei pochi minuti che separano questa richiesta di Chiara dal ritorno della consorella (che arriverà miracolosamente con la ciliegia tra le dita) scorrono il primo ed il secondo tempo, con gli avvenimenti più toccanti della sua vita: l’incontro con Francesco, la fuga da casa, il taglio dei capelli per la sua consacrazione, lo spettacolare confronto con i Saraceni.
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Parrocchia di Chiugiana - Olmo - Fontana
                                      TUTTI INSIEME A TEATRO !!!



Carissimi e carissime,
i bambini del gruppo Emmaus invitano tutti i parrocchiani e le  LORO FAMIGLIE  a trascorrere un sabato pomeriggio diverso TUTTI INSIEME  al teatro Metastasio di Assisi per vedere

                                                               “CHIARA DI DIO”

                                                            musical sulla vita di Santa Chiara

Sabato 25 febbraio, ORE 16,00

Seguira’, al ritorno in Parrocchia, piccolo momento di fraternità: ciascuno porterà qualcosa e staremo a cena insieme presso la SALA Santa Maria della Speranza .

PARTENZA parcheggio antistante la Chiesa 15,00

INIZIO SPETTACOLO ORE 16,00

RIENTRO  stesso luogo ore 19,00 ca

Costo TOTALE :  pulman  + spettacolo =  adulti 17 euro-bambini 13 euro

COMUNICARE L'ADESIONE AI CATECHISTI o in Sacrestia entro DOMENICA 19 FEBBRAIO (quota da versare all’iscrizione)

Nome e cognome del bambino…………………………………………………………..

1)  veniamo in ........

2) QUOTA VERSATA

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domenica 5 febbraio 2012

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

QUINTA DOMENICA-
 DEL TEMPO ORDINARIO-
5 Febbraio 2012-













MONIZIONE AMBIENTALE

La realtà della sofferenza percorre con il suo filo misterioso la liturgia di questa domenica. Si tratta di una realtà ambigua, simile a un terreno su cui attecchisce l’erba velenosa della disperazione ma dove può sbocciare anche il fiore della fiducia.
Il mistero della sofferenza da sempre tormenta l’uomo di ogni tempo e di ogni cultura. Anche la Bibbia, specchio per eccellenza della condizione umana, si fa carico del grido di dolore che sale incessante dalla terra. Dio riserva un’attenzione amorosa e paterna verso la sofferenza dell’umanità; Gesù Cristo fatto uomo accoglie su di se il pesante bagaglio della vita terrena pieno di tutte le difficoltà.

 MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

 Il dolore è descritto con una profonda intensità in molte pagine del libro di Giobbe. Un dolore che nella notte trova alimento e incentivo trasformandosi in incubo e in terrore, un dolore che converge verso l’agonia e la morte. Giobbe attraverso la sua prova diventa il modello del credente che ama Dio incondizionatamente, a lui rimane fedele pur riconoscendo l’aspetto scandalizzante della sofferenza.

 MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

 Gratuitamente chiamato alla predicazione del messaggio di gioia e di salvezza, Paolo esercita la sua missione con la stessa generosità. La sola e unica ricompensa è: PREDICARE IL VANGELO. Alla donazione libera di Dio deve corrispondere la donazione libera del credente.

 MONIZIONE AL VANGELO

 I rabbini definivano la febbre come il fuoco che beve l’energia delle persone. La suocera di Pietro viene guarita da Gesù. Sul filo di quella guarigione tanti sofferenti, quel sabato sera a Cafarnao, sperano ciò che lui solo può fare per loro. Cristo è sempre stato sensibile ad ogni dolore dell’uomo, e, per combatterlo si innalza con tutta la grandezza del suo mistero.  Noi tutti malati nel corpo o nella coscienza abbiamo bisogno di quella mano che in quella lontana sera si è stesa verso la suocera di Pietro per guarirla. Il vero atteggiamento della fede è incarnato da quella donna che, guarita dal suo male, si dispone a servire Gesù e i fratelli.

sabato 4 febbraio 2012

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

QUINTA DOMENICA-
 DEL TEMPO ORDINARIO-
5 Febbraio 2012-











MONIZIONE AMBIENTALE

La realtà della sofferenza percorre con il suo filo misterioso la liturgia di questa domenica. Si tratta di una realtà ambigua, simile a un terreno su cui attecchisce l’erba velenosa della disperazione ma dove può sbocciare anche il fiore della fiducia.
Il mistero della sofferenza da sempre tormenta l’uomo di ogni tempo e di ogni cultura. Anche la Bibbia, specchio per eccellenza della condizione umana, si fa carico del grido di dolore che sale incessante dalla terra. Dio riserva un’attenzione amorosa e paterna verso la sofferenza dell’umanità; Gesù Cristo fatto uomo accoglie su di se il pesante bagaglio della vita terrena pieno di tutte le difficoltà.

 MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

 Il dolore è descritto con una profonda intensità in molte pagine del libro di Giobbe. Un dolore che nella notte trova alimento e incentivo trasformandosi in incubo e in terrore, un dolore che converge verso l’agonia e la morte. Giobbe attraverso la sua prova diventa il modello del credente che ama Dio incondizionatamente, a lui rimane fedele pur riconoscendo l’aspetto scandalizzante della sofferenza.

 MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

 Gratuitamente chiamato alla predicazione del messaggio di gioia e di salvezza, Paolo esercita la sua missione con la stessa generosità. La sola e unica ricompensa è: PREDICARE IL VANGELO. Alla donazione libera di Dio deve corrispondere la donazione libera del credente.

 MONIZIONE AL VANGELO

 I rabbini definivano la febbre come il fuoco che beve l’energia delle persone. La suocera di Pietro viene guarita da Gesù. Sul filo di quella guarigione tanti sofferenti, quel sabato sera a Cafarnao, sperano ciò che lui solo può fare per loro. Cristo è sempre stato sensibile ad ogni dolore dell’uomo, e, per combatterlo si innalza con tutta la grandezza del suo mistero.  Noi tutti malati nel corpo o nella coscienza abbiamo bisogno di quella mano che in quella lontana sera si è stesa verso la suocera di Pietro per guarirla. Il vero atteggiamento della fede è incarnato da quella donna che, guarita dal suo male, si dispone a servire Gesù e i fratelli.

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

QUINTA DOMENICA-
 DEL TEMPO ORDINARIO-
5 Febbraio 2012-










MONIZIONE AMBIENTALE

La realtà della sofferenza percorre con il suo filo misterioso la liturgia di questa domenica. Si tratta di una realtà ambigua, simile a un terreno su cui attecchisce l’erba velenosa della disperazione ma dove può sbocciare anche il fiore della fiducia.
Il mistero della sofferenza da sempre tormenta l’uomo di ogni tempo e di ogni cultura. Anche la Bibbia, specchio per eccellenza della condizione umana, si fa carico del grido di dolore che sale incessante dalla terra. Dio riserva un’attenzione amorosa e paterna verso la sofferenza dell’umanità; Gesù Cristo fatto uomo accoglie su di se il pesante bagaglio della vita terrena pieno di tutte le difficoltà.

 MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

 Il dolore è descritto con una profonda intensità in molte pagine del libro di Giobbe. Un dolore che nella notte trova alimento e incentivo trasformandosi in incubo e in terrore, un dolore che converge verso l’agonia e la morte. Giobbe attraverso la sua prova diventa il modello del credente che ama Dio incondizionatamente, a lui rimane fedele pur riconoscendo l’aspetto scandalizzante della sofferenza.

 MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

 Gratuitamente chiamato alla predicazione del messaggio di gioia e di salvezza, Paolo esercita la sua missione con la stessa generosità. La sola e unica ricompensa è: PREDICARE IL VANGELO. Alla donazione libera di Dio deve corrispondere la donazione libera del credente.

 MONIZIONE AL VANGELO

 I rabbini definivano la febbre come il fuoco che beve l’energia delle persone. La suocera di Pietro viene guarita da Gesù. Sul filo di quella guarigione tanti sofferenti, quel sabato sera a Cafarnao, sperano ciò che lui solo può fare per loro. Cristo è sempre stato sensibile ad ogni dolore dell’uomo, e, per combatterlo si innalza con tutta la grandezza del suo mistero.  Noi tutti malati nel corpo o nella coscienza abbiamo bisogno di quella mano che in quella lontana sera si è stesa verso la suocera di Pietro per guarirla. Il vero atteggiamento della fede è incarnato da quella donna che, guarita dal suo male, si dispone a servire Gesù e i fratelli.

domenica 29 gennaio 2012

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

QUARTA DOMENICA-
DEL TEMPO ORDINARIO-
29 Gennaio 2012-










MONIZIONE AMBIENTALE-

Parola ed ascolto si incrociano in questa liturgia domenicale. Proprio da questo scaturisce l’importanza dell’annuncio a cui tutti siamo chiamati. Nella cultura semitica, quella degli uomini della Bibbia e dello stesso Cristo, la parola non è infatti un semplice soffio d’aria o un movimento delle labbra, non è un chiacchiericcio televisivo odierno nato dal vuoto e destinato al vuoto. La parola è un atto solenne ed efficace, tanto più operante quanto più grande e sincero è colui che la pronuncia. L’efficacia è la qualità della vera parola per cui essa non muore quando è pronunciata, anzi è proprio allora che comincia a vivere.

 MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

 Il profeta è il portavoce di Dio, la sua parola è efficace e creatrice come quella del Signore. L’iniziativa è di Dio, è lui che suscita il profeta dal suo popolo e per il suo popolo, lo strappa dalle coordinate politico-religiose e lo colloca in una posizione radicalmente trascendente. Il giudizio che Dio riserva a chi rifiuta o perseguita il profeta è lo stesso di quello riservato al rifiuto di Dio.

 MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

 Anche Paolo è profeta per la sua comunità quando invia indicazioni pastorali per sciogliere interrogativi e problemi che emergono nella complessa chiesa di Corinto. La celebrazione della castità cristiana che Paolo fa non è per lo stato celibatario in quanto tale, ma perché è piena e totale donazione al Regno e ai fratelli. Essere profeta ed essere casto sono due qualità per il credente come lo erano per il Cristo.

 MONIZIONE AL VANGELO

 La parola di Gesù penetra nella storia dell’uomo e intraprende un processo di annientamento del male. La potenza del male lancia un ultimo grido, sferra un ultimo attacco e poi piomba nel silenzio della morte. La parola del Cristo non si spegne quando è detta, anzi è proprio allora che incide potentemente sul male divenendo quasi una spada. È la lampada per i nostri passi nel cammino della vita. Tutti ne abbiamo bisogno per sterminare i demoni segreti che abbiamo dentro di noi.

domenica 22 gennaio 2012

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

TERZA DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO-
22 Gennaio 2012-













MONIZIONE AMBIENTALE-

Quattro sono i temi che costituiscono l’anima del kerigma (annuncio) proclamato da Gesù. IL TEMPO è COMPIUTO: la storia della Salvezza raggiunge in Cristo la sua pienezza e IL REGNO DI DIO è VICINO: Dio concretizza il suo progetto di vita, di pace, di speranza e di redenzione. A questi due atti di Dio devono corrispondere due gesti dell’uomo; CONVERTITEVI: mutando radicalmente la rotta della vita e CREDETE AL VANGELO: mettendo la propria vita nelle mani di Cristo che salva e libera.

 MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

La missione di Giona è incredibile per un giudeo: predicare la conversione anche nel mondo che fino ad allora era considerato sotto il segno della maledizione. All’annuncio di Giona la risposta dei non credenti è esemplare, nonostante lo scetticismo del profeta i niniviti credono, si pentono e si convertono dal loro passato tenebroso. La giustizia di Dio si rivela proprio nella misericordia che trasforma e rigenera.

 MONIZIONE ALLA SECONDA  LETTURA

Paolo proietta la luce della Pasqua sull’intera vicenda umana fatta di gioia e di dolore, di affetti e di interessi. Gesù ci invita ad organizzare la nostra vita conformandoci al suo modello, scoprendo il senso nuovo che la storia ha assunto con l’intervento di Dio. Il ritratto del vero cristiano deve seguire la linea dell’ESSERE e non quella dell’AVERE.

 MONIZIONE AL VANGELO

Nella vocazione dei quattro discepoli di Gesù l’iniziativa è totalmente nelle mani di Dio, è lo sguardo di Gesù che sceglie, lui passa, vede quegli uomini al lavoro e li chiama, loro subito lo seguono. Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni non avrebbero mai lasciato la loro professione e la loro famiglia se non fosse passata lungo le rive del lago di Tiberiade quella figura misteriosa e diversa di predicatore. Da quell’incontro nasce per quei pescatori uno straordinario e incredibile destino.

venerdì 20 gennaio 2012

Azione Cattolica Ragazzi

Gruppo Interparrocchiale:Chiugiana-Ellera-Olmo-Fontana
                                  PERUGIA


INCONTRI  E INIZIATIVE PER IL MESE DI GENNAIO 2012

-Sabato 21 Gennaio 2012-Gruppo ACR dalle 15.00 alle 17.00-Chiesa Santa Maria della Speranza
-Domenica 22 Gennaio 2012-Messa Insieme ore 11.00-Chiesa Santa Maria della Speranza
-Sabato 28 Gennaio 2012-Gruppo ACR dalle 15.00 alle 17.00-Chiesa Santa Maria della Speranza
-Domenica 29 Gennaio 2012-Messa Insieme ore 11.00.Chiesa Santa Maria della Speranza
-Domenica 4 Febbraio 2012-Festa della Pace Diocesana.dalle ore 9.00 alle 19.00-Luogo da definire

giovedì 12 gennaio 2012

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

Seconda Domenica del Tempo Ordinario-
15 Gennaio 2012-Anno B-
Colore Liturgico :Verde-






MONIZIONE AMBIENTALE

 La vocazione è un dialogo tra due volontà che si uniscono per attuare insieme un progetto comune. Non è un invito a seguire un’idea, un principio astratto ma è un appello ad entrare in relazione con una Persona. Non è un’adesione generica ad un partito o a un movimento ma è un impegno vitale che trasforma mente, volontà e cuore. Per giungere sulla via giusta della chiamata personale è prezioso anche l’aiuto di una presenza fraterna, di un amico, di un maestro, di un direttore spirituale. Attraverso la mano di un fratello o di un padre i passi sul cammino della vocazione diventano più sicuri e più spediti. Oggi siamo invitati a ritrovare la freschezza della nostra vocazione personale, religiosa ed umana.

MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

La chiamata di Samuele non è un’irruzione tempestosa ed accecante, è progressiva, a più tappe, è un lento apprendistato che inizia con un primo appello nella pace notturna del Tempio. L’iniziativa è sempre di Dio, radice di ogni vocazione; l’adesione di Samuele è fresca, giovanile ma ancora cieca e quindi deludente. Solo alla quarta volta, dopo tre fallimenti, Samuele scopre la sua vera vocazione. Dal grembo di quella notte esce un nuovo uomo con un nuovo destino.

MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

Il CORPO per il semita era ed è il principio di sostegno e di coordinamento delle relazioni umane fondamentali con Dio e con il prossimo. Esso quindi appartiene a Cristo che lo ha acquistato con il suo sangue, anzi è Tempio dello Spirito. L’impurità non implica solo un disordine sessuale, ma è un vero e proprio peccato di idolatria perché il cristiano trasferisce apostaticamente il suo corpo, possesso di Cristo, ad un idolo.

MONIZIONE AL VANGELO

Il racconto di vocazione di Andrea e Pietro è incorniciato nella vita di ogni giorno, che ancora oggi ci vede attori delle piccole vicende umane. L’iniziativa parte ancora da Dio, è Cristo che si volta e guarda i due discepoli di Giovanni Battista, è sempre Cristo che fissa lo sguardo su Pietro chiamandolo ad un nuovo destino. E anche da questo incontro nasce un nuovo uomo con un nuovo nome; Simone di Giovanni diventa Pietro, segno di un destino inatteso e grandioso. L’incontro con Dio sconvolge  tutti i piani modesti che ogni uomo ha progettato.   

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