1-Chiesa Parrocchiale Santa Maria della Speranza-Olmo-Perugia-(Anno 2009)

VIA DON DARIO PASQUINI-OLMO-PERUGIA-SS.MESSE:GIORNI FERIALI ORE 18.00-DOMENICA ORE 9.00-11.00 -PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

2-Chiesa Parrocchiale San Pietro Apostolo-Chiugiana-Perugia - (Anno-1602)

VIA FLEMING-CHIUGIANA-PERUGIA-IN QUESTO PERIODO NON CI SONO MESSE LA DOMENICA-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

3-Chiesa Parrocchiale di San Martino-Fontana-Perugia - (Anno-1163)

STRADA FONTANA-LA TRINITA'-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

4-Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista-Olmo-Perugia-(Anno-)

Non Viene Celebrata la S.Messa- PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

5-Chiesetta della Trinità-Colle della Trinità-Perugia-(Anno-1300)

VIA DELLE ROSE-LOC.FONTANA-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

domenica 29 maggio 2011

VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

LA LITURGIA DEL GIORNO
29 MAGGIO 2011





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 Colore liturgico: Bianco

Antifona d'ingresso

Con voce di giubilo date il grande annunzio,
fatelo giungere ai confini del mondo:
il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia. (cf. Is 48,20)

Colletta


Dio onnipotente,
fa’ che viviamo con rinnovato impegno
questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto,
per testimoniare nelle opere
il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 8,5-8.14-17)
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 65)

Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.

SECONDA LETTURA (1Pt 3,15-18)
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,23)

Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Gv 14,15-21)
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

Eleviamo al Padre le nostre preghiere, chiedendogli il dono dello Spirito, perché animati dalla sua forza possiamo essere cristiani fedeli e coerenti.

Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sappia annunciare al mondo il Vangelo di Gesù Cristo con parole convincenti, ma soprattutto con la carità verso tutti. Preghiamo.

2. Perché il Papa e i Vescovi siano sostenuti nel loro ministero magisteriale dallo Spirito Santo e sappiano guidare il popolo di Dio sulle vie del Signore. Preghiamo.

3. Perché coloro che occupano posti di responsabilità sappiano impegnarsi con decisione per la promozione della dignità umana. Preghiamo.

4. Perché i cristiani si amino con l’amore di Cristo, perdonandosi a vicenda e cercando sempre la comunione fraterna e l’unità dei cuori. Preghiamo.

5. Perché sappiamo riconoscere, nella nostra comunità, la presenza dello Spirito che anima la Storia e la guida secondo i piani di Dio. Preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere e donaci il dono del Consolatore, perché in ogni situazione della vita sappiamo rendere ragione della speranza che è in noi. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte

Accogli Signore, l’offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all’opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO PASQUALE I, II, III, IV, V

Antifona di comunione

“Se mi amate, osservate i miei comandamenti”,
dice il Signore.
“Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore,
che rimanga con voi in eterno”. Alleluia. (Gv 14,15-16)

Preghiera dopo la comunione

Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l’umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

sabato 28 maggio 2011

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini













SESTA DOMENICA DI PASQUA

MONIZIONE AMBIENTALE

In questa sesta celebrazione della pasqua domenicale il Signore ci fa incontrare la potenza del suo Spirito. Dio Padre non solo si è voluto rivelare all’umanità, si è voluto incarnare in essa, e lo ha fatto nel Figlio Gesù Cristo, ed è voluto e vuole rimanere in mezzo a noi mediante lo Spirito Santo. Tutta la Chiesa è edificata, è guidata e si regge grazie alla forza dello Spirito.

MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA
Colpiti dalle parole di Filippo, i samaritani ricevono il battesimo. Da Gerusalemme partono Pietro e Giovanni per effondere loro con l’imposizione delle mani la pienezza dello Spirito Santo. È questo dono di Dio che continua a rinnovare ancora oggi tutta l’umanità.

MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA
Pietro con la sua lettera ci esorta ad adorare il Signore nel cuore e a rendere ragione della nostra fede. Per fare questo, dobbiamo aver incontrato Dio, averlo conosciuto, essergli rimasti fedeli; solo così potremo testimoniarlo a chi non lo conosce. Anche tutte le avversità che potremo incontrare nel nostro cammino saranno superate grazie all’esempio che Cristo ci ha dato con la sua morte in croce.

MONIZIONE AL VANGELO
Per amare Gesù bisogna osservare il comandamento dell’amore: solo così saremo in contatto continuo anche con il Padre. Lo Spirito che ci viene donato ci garantisce la presenza di Cristo in mezzo all’umanità per l’eternità. Lo stesso Spirito ci guida, ci da forza e ci illumina.

venerdì 27 maggio 2011

UN MESE CON MARIA
























27 MAGGIO 2011

 Gv 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Medita
Nell'antichità, l'amicizia era stimata al di sopra di ogni cosa. Era considerata qualcosa di raro, di cui poteva godere solo l'uomo virtuoso ed educato, in quanto era vista come il più spirituale di ogni tipo di amore. A differenza dell'amore erotico, in cui gli amanti si amano ponendosi l'uno di fronte all'altro, gli amici si tengono l'uno di fianco all'altro, mirando alla stessa meta o avendo un interesse comune: il vero, il bene, il bello (C. S. Lewis). Ciò che unisce i veri amici è la verità espressa in una vita virtuosa.
Cristo ha chiamato "amici" i suoi discepoli a lui più vicini solo alla fine della sua vita, dopo aver fatto loro conoscere tutto ciò che aveva sentito dal Padre, dopo aver rivelato la verità a coloro che egli aveva scelto. Per provare che non esiste amore più grande del suo, egli ha offerto la propria vita per i suoi amici. Di conseguenza, ciò che era raro nell'antichità, è comune nella Chiesa, in cui uomini e donne conoscono e vivono la verità. Tale verità distrugge ogni barriera sociale, culturale o razziale; unisce i cuori e gli spiriti che cercano di conoscere e di vivere quella verità, che è la nostra fede.
Così la Chiesa è cattolica, come lo è la vera amicizia, ed è per questo che uomini e donne provenienti dagli ambienti più diversi possono amarsi davvero, come ci ha amati Cristo. Ciò è evidente soprattutto nella vita religiosa.
Prega
Signore Gesù Cristo, dopo l'ultima Cena hai chiamato "amici" i tuoi discepoli più cari, perché tu avevi fatto conoscere loro tutto ciò che avevi sentito dal Padre e avevi loro comandato di amarsi gli uni gli altri come tu li avevi amati. Concedici di rafforzarci nella fede apostolica della Chiesa e di poter realizzare così il tuo comandamento dell'amore, ora e per sempre.
Riflessione su Maria
Il sì di Maria ha cambiato la storia dell’umanità. Eppure sembra quasi niente in confronto agli infiniti no dell’uomo che hanno caratterizzato duemila anni di storia. Forse è diventato così importante perché non ha mai avuto la pretesa di essere qualcosa, ma ha voluto essere solo la voce della totale disponibilità di una donna alla realizzazione del progetto di Dio sull’umanità. Anche i nostri sì, pure se non avranno mai la portata storica di quello di Maria, serviranno a Dio per realizzare il suo sogno sul mondo, se saranno l’espressione della nostra disponibilità e non avranno nessuna pretesa. La santità non si costruisce su azioni eroiche ma sulla quotidianità delle nostre risposte alle situazioni che la vita ci presenta, alle persone che bussano alla nostra porta. Maria di quella risposta data all’angelo ne ha fatto uno stile di vita, dando a Dio la possibilità di manifestarsi agli uomini affacciandosi da una finestra di semplice accoglienza e disponibilità: imitare Maria è l’unico modo per evitare che Dio passi e trovi le nostre finestre chiuse.
Preghiera a Maria
Beata te, o Maria, figlia di povera gente, che divenisti Madre del Signore dei re, e nel tuo ventre dimorò santamente quello della cui lode sono pieni i cieli! Beato il tuo petto che amando lo allattò, e le tue braccia che lo strinsero: tu fosti un cocchio e portasti Dio, fiamma d’amor! Beata te, o Madre, ripiena di beni: poiché ecco che tutte le generazioni ti proclamano beata con voce grande e sonora e le isole e le nazioni tutte quante con i loro popoli ti dicon beata! (S. Efrem)
Ave Maria…

giovedì 26 maggio 2011

UN MESE CON MARIA
























26 MAGGIO 2011

 Gv 15,9-11


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Medita
"Se un uomo e una donna sono davvero marito e moglie - dice un proverbio cinese - allora è dolce anche essere mendicanti. In altre parole, se ci si ama, si può essere felici anche nelle circostanze più difficili.
La gioia è il segno del vero credente, che ama Dio e che resta nell'amore di Cristo. Chiuso e diffidente, il cuore dell'uomo fa fatica ad accettare di essere infinitamente amato da Dio, nonostante i suoi peccati e i suoi rifiuti. Accettare l'amore non meritato di Cristo, accettare il fatto che egli ci ama di un amore eterno, significa provare una gioia senza limiti, quella gioia che si esprime nelle lacrime del pentimento e negli inni di lode e di ringraziamento. Perché questa gioia raggiunga la pienezza, l'anima deve restare nel suo amore, deve sforzarsi di fare sempre la sua volontà, essere pronta a portare la propria croce quotidiana, sopportare l'assenza di ogni altra gioia, anche se legittima e persino l'esperienza orrenda del non riconoscere la presenza di Dio, quella notte dell'anima che precede l'alba della gioia eterna, ora e nel mondo futuro.
Prega
Dio eterno e Padre amoroso, il tuo amore per noi è tanto grande che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito. Concedici di riconoscere oggi il tuo amore rivelato nella morte e nella risurrezione di Cristo, fa' che osserviamo i suoi comandamenti, agendo così secondo la tua volontà in ogni situazione, perché in noi sia la sua gioia e perché la nostra gioia sia perfetta. Te lo chiediamo per Cristo, tuo Figlio, ora e sempre.
Riflessione su Maria
“Non temere di prendere con te Maria” ripete l’Angelo visitando nel sonno Giuseppe che pensava di ripudiarla in segreto… Proviamo ad immaginare lo sconcerto e la paura di un messaggio così sconvolgente e inaspettato. A Giuseppe che cerca in ogni cosa il compimento della volontà di Dio, viene chiesto di andare contro la mentalità del tempo, di fidarsi, di credere che qualcosa di grande si sta compiendo in Maria, la sua promessa sposa, di prenderla con sé credendo al mistero. E Giuseppe crede, si fida, senza comprendere tutto con chiarezza. Anche a noi oggi il Signore ripete: “Non temere di prendere con te Maria”. Il dono di Maria fatto agli uomini è l’ultima volontà di Gesù prima di morire sulla croce. Prendila con te nella tua vita di tutti i giorni, Maria è viva e presente nel tuo cammino, e ha cura di te come una madre. Con Maria scoprirai anche la gioia di chi ha riposto la fiducia in Dio e si lascia condurre per vie misteriose, ti accorgerai che il progetto di Dio sempre ci supera e che “niente è impossibile per chi crede”
Preghiera a Maria
Quante volte Signore m’illudo d’essere felice per poi scoprire la fragilità dei miei sogni. Quante volte, Signore mi perdo in chiacchiere inutili invece di ascoltare e meditare la tua Parola! Quante volte sento il peso schiacciante di un’insopportabile solitudine! Ecco, questa sera, mentre il cielo brilla di infinite stelle, io mi spengo in questo triste sentire, quando, all’improvviso, vedo una stella, più lucente di tutte, avvicinarsi sempre più, sino quando il cielo del mio cuore s’illumina del radioso sorriso di Maria. Si, non posso sbagliare, è proprio Maria, che con materna dolcezza mi sorride e comprende questo mio sfogo, raccogliendo le mie lacrime di figlio sofferente, da figlio finalmente trovo il coraggio di pregare Maria in questa notte dell’anima, stringimi a te, ed io non pronuncerò più parole né mi agiterò con un sol pensiero. Maria, stringimi tra le tue braccia come tenevi Gesù Bambino ed io mi abbandonerò al calore del tuo seno sciogliendo il freddo dentro, come la neve si dona al sole per trasformarmi in ruscelli d’acqua pura. Maria, cullami nella melodia dei battiti del tuo cuore, perché io possa riposare come un bambino felice che si bea di ascoltare il respiro della Madre. Maria, tu che sei la stella del mattino rimani sempre nel cielo della mia vita, affinché in ogni ora del mio tempo possa risplendere, come alba senza fine, quel dolce sorriso di Madre, colma d’amore. Amen.
Ave Maria…

mercoledì 25 maggio 2011

UN MESE CON MARIA























25 MAGGIO 2011

 Gv 15,1-8


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Medita
In molte regioni, nel mondo attuale, il cristiano è ormai una figura d'eccezione. Anche nei paesi tradizionalmente cattolici il credente si trova immerso nel materialismo e nel laicismo che minacciano l'annientamento della vita dello Spirito. Abbandonati a noi stessi, ci perdiamo, intimoriti da forze che sembrano sempre più grandi e imperiose. La situazione della Chiesa delle origini non era però diversa. Eppure i primi cristiani, al seguito di un gruppo di pescatori della Galilea, privi di potere in quanto alle cose del mondo, ma riempiti della forza dello Spirito, "vennero, videro e vinsero" l'Impero Romano. Contando solo sui propri mezzi, non potevano far nulla, ma uniti a Cristo, come i tralci alla vite, produssero frutti in abbondanza. Ogni credente è chiamato a fare lo stesso: a sentirsi pronto ad essere sfrondato dal vignaiolo, cioè dal Padre. In altre parole, per dare frutti dobbiamo essere disposti a soffrire, per esempio andando contro le mode imperanti, rispettando i nostri principi cristiani negli affari, restando fedeli nel matrimonio, sopportando ogni tipo di discriminazione derivante dal professare pubblicamente la nostra fede. Una tale sofferenza purifica il cuore del credente e rafforza la vita di Cristo in noi.
Prega
Signore Gesù Cristo, tu sei la vite e noi i tralci. Senza di te non possiamo fare nulla, uniti a te possiamo dare molti frutti. Concedici la grazia, per intercessione di Maria, tua madre e nostra, di restare sempre con te, meditando le tue parole nel nostro cuore. Te lo chiediamo, sicuri che ci ascolterai ora e per sempre.
Riflessione su Maria
“Padre nostro che sei nei cieli”: parole semplici di una preghiera che abbiamo imparato da piccoli, che forse la nostra mamma ci ha insegnato a pronunciare. Prima discepola del suo figlio, Maria ha imparato come noi a pregare quel Dio misterioso che come ebrea attendeva, e a chiamarlo con il dolcissimo nome di Abbà che significa “Padre”; accanto a Gesù, Maria ha scoperto che santificare il nome di Dio significava metterlo al centro della sua esistenza, costruire sulla roccia della sua Parola; Maria è divenuta missionaria con Gesù per le strade della Palestina, annunciando il Regno e la signoria di Dio venuto nel mondo; ha incessantemente detto con la sua vita: “Sia fatta la tua volontà”, dall’Annunciazione alla Croce; Maria ha vissuto l’Eucaristia con i primissimi discepoli, e da allora non si stanca di intercedere per tutti i suoi figli il perdono, l’amore, la pienezza di vita e di grazia perché diventiamo sempre più veri cristiani, altri Gesù nel mondo di oggi. Lasciamo che sia Maria, nostra madre, ad insegnarci la preghiera di Gesù.
Preghiera a Maria
Concedimi di lodarti, o Vergine santissima. Concedimi di lodarti con il mio impegno e sacrificio personale. Concedimi di vivere, lavorare, soffrire, consumarmi e morire per Te, solamente, per Te.
Concedimi di condurre a Te il mondo intero. Concedimi di contribuire ad una sempre maggior esaltazione di Te. Concedimi di renderti una grande gloria come nessuno, mai ti ha tributato finora.
Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la tua esaltazione, e a me di superare loro, così che in questa bella gara la tua gloria aumenti sempre più profondamente, sempre più rapidamente, sempre più intensamente, come desidera Colui che Ti ha innalzata in modo così ineffabile al di sopra di tutti gli esseri. In Te sola Dio è stato adorato senza paragone più che in tutti i suoi santi. Per Te Dio ha creato il mondo. Per Te Dio ha chiamato anche me alla vita. Per quale motivo ho meritato questa fortuna? Concedimi di lodarti, o Vergine santissima! Amen
Ave Maria…

martedì 24 maggio 2011

UN MESE CON MARIA




















24 MAGGIO 2011

 Gv 14,27-31a


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
Medita
Ad Auschwitz, nel campo di concentramento, c'era un carcere: il famigerato Blocco II. Là, in una cella sotterranea san Massimiliano Kolbe è morto d'inanizione dopo una lunga e penosa agonia, attorniato da ogni tortura e miseria umana. Fuori c'era il cortile in cui circa ventimila uomini furono assassinati; di fianco, l'"ospedale" in cui si praticava la vivisezione su esseri umani, mentre, in fondo alla strada, si trovava il forno crematorio. Eppure, nel cuore di padre Kolbe regnava quella pace che Cristo aveva promesso di dare ai discepoli che, seguendo il suo esempio, sarebbero morti per la vita di altri.
In circostanze simili, san Tommaso More pregava nella torre di Londra: "La perdita dei beni temporali, degli amici, della libertà, della vita e di tutto il resto non è nulla se si guadagna Cristo".Il potente di questo mondo regna per mezzo della paura e dell'intimidazione. Ma Cristo dice: "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore". Ci dà in dono la pace, non la pace del mondo, cioè la pace della sazietà e della noia, la pace nata dal compromesso, la pace dei morti viventi, ma la pace dell'unione con Dio, nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Una tale pace, nata nel perdono dei peccati e nutrita dall'amore, l'amore di Dio per noi, aumenta in proporzione a ciò che soffriamo per Cristo.
Prega
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio di Maria, tu ci hai riconciliati con il Padre per mezzo della tua morte sulla croce; perdona i nostri peccati e concedici la pace che tu hai promesso, quella pace che il mondo non può né dare né togliere, affinché possiamo essere testimoni della tua riconciliazione e riportare i nostri fratelli a te, perché vivano per sempre con te.
Riflessione su Maria
“Ecco tua madre, e i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano”: così riferiscono a Gesù alcuni della folla. Ma Gesù rispose: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”. Girando lo sguardo su quelli che stavano seduti attorno disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”». La vera famiglia di Gesù è questa, i veri legami con Gesù non nascono dalla carne e dal sangue, ma dal compimento della volontà di Dio. C’è posto per tutti nella parentela con Gesù! Siamo persino sua madre nel compimento della sua volontà. Maria è infatti, madre di Gesù più per aver accolto con fede la parola di Dio che per averlo concepito, dice Sant’Agostino. Maria è cresciuta nella sua relazione di madre verso il Figlio avanzando nel cammino della fede e facendosi sua fedele discepola. Maria, modello di chi ascolta la Parola e la mette in pratica, renda anche noi concreti operatori della volontà di Dio, e ci renda capaci di comunicare a tutti la gioia dell’incontro con Gesù attraverso la sua Parola.
Preghiera a Maria
Cuore Immacolato, dalla fame e dalla guerra, liberaci! Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci! Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci! Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci! Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale ed internazionale, liberaci! Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci! Dallo smarrimento della coscienza del bene e del male, liberaci! Accogli, Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini. Aiutaci a vincere ogni peccato: il peccato dell’uomo e il peccato del mondo. Amen (G. Paolo II)
Ave Maria…

lunedì 23 maggio 2011

NOTIZIE DIOCESANE

UN MESE CON MARIA




















23 MAGGIO 2011

 Gv 14,21-26


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto".
Medita
Giacobbe amava Rachele e, per fare di lei la sua sposa, fu disposto a servire il suocero Labano per sette anni, che "gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei" (Gen 29,20). Ingannato da Labano, fu disposto a servire per altri sette anni. La carità "tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta" (1Cor 13,7). La profonda convinzione e la perseveranza sono i segni del vero amore.
Nel Vangelo di oggi, nostro Signore ripete questo concetto almeno tre volte: se uno lo ama, osserverà la sua parola, le sue parole e i suoi comandamenti. Osservare i suoi comandamenti (riassunti in quello dell'amore), osservare le sue parole (cioè il suo insegnamento trasmesso dalla Chiesa), è possibile solo se osserviamo la sua parola, in particolare quando la Parola del Padre si è impossessata dei nostri cuori (sant'Agostino). È l'opera dello Spirito Santo, l'amore fra il Padre e il Figlio, che è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dei sacramenti. Come la missione del Figlio ha avuto per effetto di condurci presso il Padre, così la missione dello Spirito Santo ha per effetto di condurci al Figlio (san Tommaso d'Aquino). È proprio lo Spirito Santo che ci rende capaci di affrontare ogni cosa per Cristo. Vieni, Spirito Santo!
Prega
Signore Gesù Cristo, tu ci hai promesso che chi accoglie e osserva i tuoi comandamenti sarà amato dal Padre; tu stesso l'amerai e ti manifesterai a lui. Concedici la grazia di amarti sempre di più e di restare fedeli, ora e sempre ai tuoi comandamenti.
Riflessione su Maria
«Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva”». Forse siamo troppo abituati a sentire queste parole per coglierne tutta la ricchezza e la potenza. Contengono conoscenza di sé e larghezza di vedute; Maria sa di essere piccola ma si dimostra capace di guardare al di là del proprio orizzonte. Proprio quello che forse manca a noi, uomini e donne del terzo millennio, che tanto spesso crediamo di essere onnipotenti. Maria riconosce la propria miseria e piccolezza ma non si scoraggia. Ecco, possiamo partire da qui: non avere paura dei nostri limiti e difetti, non negarli, non nasconderli, ma metterli sotto gli occhi di Dio, perché guardi verso di noi come ha guardato verso Maria. È così che si comincia a entrare nella storia, non compiendo azioni grandiose! Solo così Dio può entrare nella nostra vita e trovare lo spazio di cui ha bisogno per lavorare, per costruire qualcosa di bello proprio servendosi di quello che noi consideravamo “materiale di scarto”.
Preghiera a Maria
Affacciati, o Maria, alla tua finestra, ci coglierà il vento fresco dello Spirito, con il tripudio dei suoi sette doni. I giorni si intrideranno di sapienza e intuiremo dove portano i sentieri della vita,
prenderemo consiglio sui percorsi più praticabili e decideremo di affrontarli con fortezza,
e avremo coscienza delle insidie che la strada nasconde e ci accorgeremo della vicinanza di Dio
accanto a chi viaggia con pietà, ci disporremo a camminare gioiosamente nel suo santo timore.
Affretteremo così, o Maria, come facesti Tu, la Pentecoste sul mondo. Amen
Ave Maria…

domenica 22 maggio 2011

UN MESE CON MARIA

























22 MAGGIO 2011

 Gv 14,1-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre".
Medita
Le ultime parole che si pronunciano alla fine della vita hanno un carattere particolare. Riassumono il mistero di un essere. Platone fa parlare il suo maestro Socrate di immortalità prima di morire. Il condannato a morte consola quelli che restano. Le ultime parole possono essere molto pragmatiche. La madre di Goethe diede istruzioni di non mettere troppa uva passa nel dolce preparato per la sua sepoltura. Alcuni esortano i loro figli a sostenersi a vicenda. I patriarchi della Bibbia muoiono benedicendo la loro discendenza.
Anche nel nostro Vangelo si tratta di ultime parole. Parla uno che è consapevole di stare per morire. E colui che ne ha preso nota è convinto che quel morto è ancora in vita. Non leggete queste parole come un discorso ben costruito e coerente. Immaginate delle pause. Prendetele piuttosto come parole pronunciate in un profondo silenzio, come parole indirizzate a uomini prigionieri, "tutt'orecchi", in qualche modo. Noi potremmo ascoltarle anche come si ascolta una goccia d'acqua cadere in una grotta. Bisogna che chi ascolta sia assolutamente silenzioso per lasciar entrare in sé queste parole. Se noi ascoltiamo veramente, sentiamo parole di consolazione: "Non sia turbato il vostro cuore". Parole di speranza: "Nella casa del Padre mio vi sono molti posti". Parole di maestà: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Parole di vocazione esigente: "Chi crede in me compirà le opere che io compio".
Non è facile per noi capire immediatamente queste parole. I discepoli che interrompono il Signore fanno delle domande smarrite. Non hanno ancora capito, eppure è già l'ora dell'addio. Sapremo noi capire meglio?
Prega
Signore Gesù Cristo, fin dalla mia infanzia so che tu sei la via, la verità, la vita. Questa affermazione vale per tutti gli uomini. Questa mattina, penso che tu sia la mia via, la mia verità e la mia vita. Tu non lo dici a tutti, è a me che parli. Questo mi getta nello stupore e nella gratitudine. La via ha un obiettivo, la verità un contenuto, la vita un'origine. Sebbene io sappia che tu sei nel Padre e che il Padre è in te, chiedo con Filippo: mostrami il Padre. Fa' che io lo incontri incontrandoti oggi. Amen.
Riflessione su Maria
La Vergine Maria è sempre stata proposta dalla Chiesa alla imitazione dei fedeli non precisamente per il tipo di vita che conducesse e, tanto meno, per l'ambiente socio-culturale in cui essa si svolse, oggi quasi dappertutto superato; ma perché, nella sua condizione concreta di vita, ella aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio (cf Lc 1,38); perché ne accolse la parola e la mise in pratica; perché la sua azione fu animata dalla carità e dallo spirito di servizio; perché, insomma, fu la prima e la più perfetta seguace di Cristo: il che ha un valore esemplare, universale e permanente.
Preghiera a Maria
Dolce Signora! Donna rivestita di sole! Aiutaci a penetrare il tuo mistero: - il mistero della Vergine Madre, - il mistero della Regina Serva, - il mistero della Onnipotente che supplica. Aiutaci a scoprire sempre più profondamente, in questo mistero, il Cristo, Redentore del mondo, Redentore dell'uomo. Tu sei rivestita di sole, del sole dell'inscrutabile Divinità, del sole dell'impenetrabile Trinità. «Piena di grazia»... E intanto, per noi che viviamo su questa terra, esuli figli di Eva, tu sei rivestita del sole del Cristo di Betlemme e di Nazareth, di Gerusalemme e del Calvario.Tu sei rivestita dal sole della Redenzione dell'uomo e del mondo mediante la croce e la Risurrezione di tuo Figlio. Fa' che questo sole risplenda sempre per noi su questa terra! Fa' che questo sole non si adombri mai nell'anima degli uomini! (G.Paolo II)
Ave Maria…

PRIME COMUNIONI

















Domenica 15 Maggio 53 bambini della nostra comunità interparrocchiale hanno ricevuto per la prima volta il sacramento dell’Eucarestia, nella celebrazione delle ore 11.00.

Osservando questi nostri piccoli nel giorno della loro festa ho avvertito tanto entusiasmo e trepidazione.Questi sono stati originati dal desiderio di incontrarsi con Gesù nell’eucarestia, ma anche dalla attenzione che i catechisti e di noi genitori abbiamo avuto nei loro riguardi, permettendo loro di considerarsi tra il numero dei “grandi”.
Per la nostra comunità cristiana è certamente risuonato nel proprio cuore il Vangelo di quella “IV domenica di Pasqua”, la domenica del Buon Pastore.
Questi nostri figli si sono affidati al Buon Pastore, e Dio si serve della nostra insostituibile testimonianza per manifestarsi come il buon pastore, si fa conoscere come dolce e premurosa guida della nostra vita.
La nostra comunità cristiana è stata la “terra” che ha favorito la crescita di questi bei fiori di Dio.
Essa si è presa cura della loro formazione catechetica, ha dato testimonianza con le sue celebrazioni e con le iniziative di carità.
E’ stata anche per noi genitori un ambiente amichevole e fraterno,assolutamente prezioso ed incoraggiante per la nostra missione.

Mario, diacono e genitore.

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