1-Chiesa Parrocchiale Santa Maria della Speranza-Olmo-Perugia-(Anno 2009)

VIA DON DARIO PASQUINI-OLMO-PERUGIA-SS.MESSE:GIORNI FERIALI ORE 18.00-DOMENICA ORE 9.00-11.00 -PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

2-Chiesa Parrocchiale San Pietro Apostolo-Chiugiana-Perugia - (Anno-1602)

VIA FLEMING-CHIUGIANA-PERUGIA-IN QUESTO PERIODO NON CI SONO MESSE LA DOMENICA-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

3-Chiesa Parrocchiale di San Martino-Fontana-Perugia - (Anno-1163)

STRADA FONTANA-LA TRINITA'-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

4-Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista-Olmo-Perugia-(Anno-)

Non Viene Celebrata la S.Messa- PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

5-Chiesetta della Trinità-Colle della Trinità-Perugia-(Anno-1300)

VIA DELLE ROSE-LOC.FONTANA-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

lunedì 22 luglio 2013

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO



PAPA FRANCESCO
ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 21 luglio 2013










Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Anche in questa domenica continua la lettura del decimo capitolo dell’evangelista Luca. Il brano di oggi è quello di Marta e Maria. Chi sono queste due donne? Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, sono parenti e fedeli discepole del Signore, che abitavano a Betania. San Luca le descrive in questo modo: Maria, ai piedi di Gesù, «ascoltava la sua parola», mentre Marta era impegnata in molti servizi (cfr Lc 10, 39-40). Entrambe offrono accoglienza al Signore di passaggio, ma lo fanno in modo diverso. Maria si pone ai piedi di Gesù, in ascolto, Marta invece si lascia assorbire dalle cose da preparare, ed è così occupata da rivolgersi a Gesù dicendo: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti» (v. 40). E Gesù le risponde rimproverandola con dolcezza: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una … sola c’è bisogno» (v. 41).

Che cosa vuole dire Gesù? Qual è questa cosa sola di cui abbiamo bisogno? Anzitutto è importante capire che non si tratta della contrapposizione tra due atteggiamenti: l’ascolto della parola del Signore, la contemplazione, e il servizio concreto al prossimo. Non sono due atteggiamenti contrapposti, ma, al contrario, sono due aspetti entrambi essenziali per la nostra vita cristiana; aspetti che non vanno mai separati, ma vissuti in profonda unità e armonia. Ma allora perché Marta riceve il rimprovero, anche se fatto con dolcezza? Perché ha ritenuto essenziale solo quello che stava facendo, era cioè troppo assorbita e preoccupata dalle cose da “fare”. In un cristiano, le opere di servizio e di carità non sono mai staccate dalla fonte principale di ogni nostra azione: cioè l’ascolto della Parola del Signore, lo stare - come Maria - ai piedi di Gesù, nell’atteggiamento del discepolo. E per questo Marta viene rimproverata.

Anche nella nostra vita cristiana preghiera e azione siano sempre profondamente unite. Una preghiera che non porta all’azione concreta verso il fratello povero, malato, bisognoso di aiuto, il fratello in difficoltà, è una preghiera sterile e incompleta. Ma, allo stesso modo, quando nel servizio ecclesiale si è attenti solo al fare, si dà più peso alle cose, alle funzioni, alle strutture, e ci si dimentica della centralità di Cristo, non si riserva tempo per il dialogo con Lui nella preghiera, si rischia di servire se stessi e non Dio presente nel fratello bisognoso. San Benedetto riassumeva lo stile di vita che indicava ai suoi monaci in due parole: “ora et labora”, prega e opera. E’ dalla contemplazione, da un forte rapporto di amicizia con il Signore che nasce in noi la capacità di vivere e di portare l’amore di Dio, la sua misericordia, la sua tenerezza verso gli altri. E anche il nostro lavoro con il fratello bisognoso, il nostro lavoro di carità nelle opere di misericordia, ci porta al Signore, perché noi vediamo proprio il Signore nel fratello e nella sorella bisognosi.

Chiediamo alla Vergine Maria, Madre dell’ascolto e del servizio, che ci insegni a meditare nel nostro cuore la Parola del suo Figlio, a pregare con fedeltà, per essere sempre di più attenti concretamente alle necessità dei fratelli.

domenica 21 luglio 2013

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

DOMENICA 21 LUGLIO 2013
SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
ANNO C-COLORE LITURGICO: VERDE    

                       














Chiesa Santa Maria della Speranza
Olmo-Perugia

SERVIZIO LITURGICO Ore 8.30     
Celebrante: Don Maurizio

Lettore Monizioni: Silvana Conti
Lettore 1 Lettura: Loredana
Lettore Salmo: Giovanna Cappanna
Lettore 2 Lettura: Laura Chiavini
Vangelo: Diacono don Paolo

 
SERVIZIO LITURGICO
Ore 11.00
Celebrante: Don Fabio
Lettore Monizioni: Luca
Lettore 1 Lettura: Filomena
Lettore Salmo: Mario Chierico
Lettore 2 Lettura: Stefano
Vangelo: Diacono don Mario

 
 MONIZIONE AMBIENTALE

Il tema della liturgia della Parola di questa domenica è l’accoglienza, caratteristica indispensabile della Chiesa, e di ogni cristiano.
Possiamo accogliere Cristo nella nostra vita solo se capiamo che lui per primo accoglie noi nel suo amore; seguendo lui e cercando di imitarlo potremo essere anche noi accoglienti nei confronti dei fratelli che il Signore mette nelle strade della nostra vita
Altro argomento che Gesù oggi ci propone è l’ascolto, tutti noi siamo abituati a parlare, molto meno ad ascoltare, non si può accogliere nessuno se non lo si ascolta, non si può accogliere Dio se non si ascolta la sua Parola.

MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

Negli ospiti che Abramo accoglie con animo aperto e premuroso si rivela e si presenta il Signore. Alla generosità del patriarca Dio risponde con la promessa di un figlio. Abramo non si limita ad accogliere gli ospiti ma è pronto ad ascoltare le loro parole.

 MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

Paolo considera le sue sofferenze come la continuazione della passione di Cristo. Passione che ha salvato il mondo e che è al centro della sua predicazione. Per lui servire Gesù significa servire la chiesa e sacrificarsi per lei.

MONIZIONE AL VANGELO

Marta e Maria impersonano due atteggiamenti nel rapporto con Dio; quello attivo e quello contemplativo. Non si può essere solo uno o solo l’altro, in mezzo alle vicende dell’esistenza umana bisogna sempre tener aperto un canale di ascolto verso l’infinito.

mercoledì 12 giugno 2013

OMELIE DI PAPA FRANCESCO


PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 12 giugno 2013

 

 
 
Cari fratelli e sorelle, buon giorno!

Oggi vorrei soffermarmi brevemente su un altro dei termini con cui il Concilio Vaticano II ha definito la Chiesa, quello di “Popolo di Dio” (cfr Cost. dogm. Lumen gentium, 9; Catechismo della Chiesa Cattolica, 782). E lo faccio con alcune domande, sulle quali ognuno potrà riflettere.

1. Che cosa vuol dire essere “Popolo di Dio”? Anzitutto vuol dire che Dio non appartiene in modo proprio ad alcun popolo; perché è Lui che ci chiama, ci convoca, ci invita a fare parte del suo popolo, e questo invito è rivolto a tutti, senza distinzione, perché la misericordia di Dio «vuole la salvezza per tutti» (1Tm 2,4). Gesù non dice agli Apostoli e a noi di formare un gruppo esclusivo, un gruppo di elite. Gesù dice: andate e fate discepoli tutti i popoli (cfr Mt 28,19). San Paolo afferma che nel popolo di Dio, nella Chiesa, «non c’è più giudeo né greco… poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3,28). Vorrei dire anche a chi si sente lontano da Dio e dalla Chiesa, a chi è timoroso o indifferente, a chi pensa di non poter più cambiare: il Signore chiama anche te a far parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore! Lui ci invita a far parte di questo popolo, popolo di Dio.

2. Come si diventa membri di questo popolo? Non è attraverso la nascita fisica, ma attraverso una nuova nascita. Nel Vangelo, Gesù dice a Nicodemo che bisogna nascere dall’alto, dall’acqua e dallo Spirito per entrare nel Regno di Dio (cfr Gv 3,3-5). E’ attraverso il Battesimo che noi siamo introdotti in questo popolo, attraverso la fede in Cristo, dono di Dio che deve essere alimentato e fatto crescere in tutta la nostra vita. Chiediamoci: come faccio crescere la fede che ho ricevuto nel mio Battesimo? Come faccio crescere questa fede che io ho ricevuto e che il popolo di Dio possiede?

3. L’altra domanda. Qual è la legge del Popolo di Dio? E’ la legge dell’amore, amore a Dio e amore al prossimo secondo il comandamento nuovo che ci ha lasciato il Signore (cfr Gv 13,34). Un amore, però, che non è sterile sentimentalismo o qualcosa di vago, ma che è il riconoscere Dio come unico Signore della vita e, allo stesso tempo, l’accogliere l’altro come vero fratello, superando divisioni, rivalità, incomprensioni, egoismi; le due cose vanno insieme. Quanto cammino dobbiamo ancora fare per vivere in concreto questa nuova legge, quella dello Spirito Santo che agisce in noi, quella della carità, dell’amore! Quando noi guardiamo sui giornali o alla televisione tante guerre fra cristiani, ma come può capitare questo? Dentro il popolo di Dio, quante guerre! Nei quartieri, nei posti di lavoro, quante guerre per invidia, gelosie! Anche nella stessa famiglia, quante guerre interne! Noi dobbiamo chiedere al Signore che ci faccia capire bene questa legge dell'amore. Quanto è bello amarci gli uni con gli altri come fratelli veri. Quanto è bello! Facciamo una cosa oggi. Forse tutti abbiamo simpatie e non simpatie; forse tanti di noi sono un po' arrabbiati con qualcuno; allora diciamo al Signore: Signore io sono arrabbiato con questo o con questa; io ti prego per lui e per lei. Pregare per coloro con i quali siamo arrabbiati è un bel passo in questa legge dell'amore. Lo facciamo? Facciamolo oggi!

4. Che missione ha questo popolo? Quella di portare nel mondo la speranza e la salvezza di Dio: essere segno dell’amore di Dio che chiama tutti all’amicizia con Lui; essere lievito che fa fermentare tutta la pasta, sale che dà il sapore e che preserva dalla corruzione, essere una luce che illumina. Attorno a noi, basta aprire un giornale, - l'ho detto - vediamo che la presenza del male c’è, il diavolo agisce. Ma vorrei dire a voce alta: Dio è più forte! Voi credete questo: che Dio è più forte? Ma lo diciamo insieme, lo diciamo insieme tutti: Dio è più forte! E sapete perché è più forte? Perché Lui è il Signore, l'unico Signore. E vorrei aggiungere che la realtà a volte buia, segnata dal male, può cambiare, se noi per primi vi portiamo la luce del Vangelo soprattutto con la nostra vita. Se in uno stadio, pensiamo qui a Roma all’Olimpico, o a quello di San Lorenzo a Buenos Aires, in una notte buia, una persona accende una luce, si intravvede appena, ma se gli oltre settantamila spettatori accendono ciascuno la propria luce, lo stadio si illumina. Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo; insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà.

5. Qual è il fine di questo popolo? Il fine è il Regno di Dio, iniziato sulla terra da Dio stesso e che deve essere ampliato fino al compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra (cfr Lumen gentium, 9). Il fine allora è la comunione piena con il Signore, la familiarità con il Signore, entrare nella sua stessa vita divina, dove vivremo la gioia del suo amore senza misura, una gioia piena.

Cari fratelli e sorelle, essere Chiesa, essere Popolo di Dio, secondo il grande disegno di amore del Padre, vuol dire essere il fermento di Dio in questa nostra umanità, vuol dire annunciare e portare la salvezza di Dio in questo nostro mondo, che spesso è smarrito, bisognoso di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel cammino. La Chiesa sia luogo della misericordia e della speranza di Dio, dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato, incoraggiato a vivere secondo la vita buona del Vangelo. E per far sentire l’altro accolto, amato, perdonato, incoraggiato la Chiesa deve essere con le porte aperte, perché tutti possano entrare. E noi dobbiamo uscire da quelle porte e annunciare il Vangelo.

martedì 28 maggio 2013

Non si segue Gesù per fare carriera, la sua via è quella della Croce


 Le Omelie di Papa Francesco a Santa Marta
del 28 Maggio 2013.



L’annuncio di Gesù non è una patina, una vernice, ma va dentro al cuore e ci cambia. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha quindi ribadito che seguire Gesù non vuol dire avere più potere, perché la sua strada è quella della Croce. Alla Messa, concelebrata da mons. Rino Fisichella e mons. José Octavio Ruiz Arenas, presidente e segretario del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, hanno preso parte un gruppo di sacerdoti dello stesso dicastero e un gruppo di dipendenti della Centrale termoelettrica e del Laboratorio di falegnameria del Governatorato vaticano, accompagnati dall’ing. Pier Carlo Cuscianna, direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato.
Quale sarà il premio che riceveremo nel seguirti? Papa Francesco ha svolto la sua omelia partendo dalla domanda che Pietro rivolge a Gesù e che, in fondo, riguarda la vita di ogni cristiano. Gesù, ha osservato il Papa, risponde che quanti lo seguiranno avranno “tante cose belle” ma “con persecuzione”. La strada del Signore, ha proseguito, “è una strada di ‘abbassamento’, una strada che finisce nella Croce”. Ecco perché, ha soggiunto, “sempre ci saranno le difficoltà”, “le persecuzioni”. Ci saranno sempre, “perché Lui ha fatto questa strada prima” di noi. E ha avvertito che “quando un cristiano non ha difficoltà nella vita – tutto va bene, tutto è bello – qualcosa non va”. Si può pensare che sia “molto amico dello spirito del mondo, della mondanità”. E questo, ha constatato, “è la tentazione propria di un cristiano”:“Seguire Gesù sì, ma fino a un certo punto; seguire Gesù come una forma culturale: sono cristiano, ho questa cultura… Ma senza l’esigenza della vera sequela di Gesù, l’esigenza di andare sulla sua strada. Se si segue Gesù come una proposta culturale, si usa questa strada per andare più in alto, per avere più potere. E la storia della Chiesa è piena di questo, cominciando da alcuni imperatori e poi tanti governanti e tante persone, no? E anche alcuni - non voglio dire tanti ma alcuni - preti, alcuni vescovi, no? Alcuni dicono che sono tanti… ma alcuni che pensano che seguire Gesù è fare carriera”.Il Papa ha rammentato che un tempo, “nella letteratura di due secoli fa”, a volte si usava dire che uno “da bambino aveva voglia di fare la carriera ecclesiastica”. E ha ribadito che “tanti cristiani, tentati dallo spirito del mondo, pensano che seguire Gesù è buono perché si può far carriera, si può andare avanti”. Ma questo “non è lo spirito” è, invece, l’atteggiamento di Pietro che parla di carriera e Gesù gli risponde: “Sì, ti darò tutto con persecuzione”. “Non si può togliere la Croce dalla strada di Gesù: sempre c’è”. E tuttavia, ha avvertito, questo non vuol dire che il cristiano deve farsi del male. Il cristiano “segue Gesù per amore e quando si segue Gesù per amore, l’invidia del diavolo fa tante cose”. Lo “spirito del mondo – ha osservato – non tollera questo, non tollera la testimonianza”:“Pensate a Madre Teresa: cosa dice lo spirito del mondo di Madre Teresa? ‘Ah, la Beata Teresa è una bella donna, ha fatto tante belle cose per gli altri…’. Lo spirito del mondo mai dice che la Beata Teresa, tutti i giorni, tante ore, era in adorazione… Mai! Riduce al fare bene sociale l’attività cristiana. Come se l’esistenza cristiana fosse una vernice, una patina di cristianesimo. L’annunzio di Gesù non è una patina: l’annunzio di Gesù va alle ossa, al cuore, va dentro e ci cambia. E questo non lo tollera lo spirito del mondo, non lo tollera e per questo vengono le persecuzioni”.Chi lascia la propria casa, la propria famiglia per seguire Gesù, ha detto ancora Papa Francesco, riceve cento volte tanto “già ora in questo tempo”. Cento volte insieme alle persecuzioni. E questo non va dimenticato:“La sequela di Gesù è proprio questo: per amore andare con Lui, dietro di Lui: lo stesso cammino, la stessa strada. E lo spirito del mondo sarà quello che non tollererà e ci farà soffrire, ma una sofferenza come l’ha fatta Gesù. Chiediamo questa grazia: seguire Gesù nella strada che Lui ci ha fatto vedere e che Lui ci ha insegnato. Questo è bello, perché mai ci lascia soli. Mai! Sempre è con noi. Così sia”.

(Fonte: Alessandro Gisotti per Radio Vaticana del 28 maggio 2013)

 

domenica 12 maggio 2013

Settimanale "UNO E TRINO" 12 Maggio 2013 N°19



PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

DOMENICA 12 MAGGIO 2013
ASCENSIONE DEL SIGNORE
ANNO C-COLORE LITURGICO: BIANCO    

                       



Chiesa Santa Maria della Speranza
Olmo-Perugia


SERVIZIO LITURGICO
Ore 8.30    PARROCCHIA DI CHIUGIANA      
Celebrante: Don Maurizio

Lettore Monizioni: Franca
Lettore 1 Lettura: Loredana
Lettore Salmo: Laura Chiavini
Lettore 2 Lettura: Francesca Nardi
Vangelo: Diacono don Mario

DOPO LA MESSA  PROCESSIONE PER LE STRADE DI CHIUGIANA

SERVIZIO LITURGICO

Ore 11.00 CHIESA SANTA MARIA DELLA SPERANZA
Celebrante: Don Fabio

Lettore Monizioni: Luca
Lettore 1 Lettura: Roberto
Lettore Salmo: Rosanna
Lettore 2 Lettura: Alessandro
Vangelo: Diacono don Paolo

 
MONIZIONE AMBIENTALE
 
L’Ascensione di Gesù Cristo è intimamente legata alla risurrezione, di cui costituisce il compimento e la pienezza. Il ritorno di Gesù al cielo anche se ci lascia un vuoto incolmabile, non significa che lui ci ha abbandonati. Al contrario, lui non è mai stato così presente in mezzo a noi, continua a vivere nella sua chiesa, che sostiene, anima e guida con il suo Spirito.
La missione di Cristo passa alla Chiesa con la stessa efficacia, per l’umanità rappresenta l’inizio di qualcosa di totalmente nuovo che si può realizzare solo con la volontà di cambiare il mondo sapendo che il nostro fine è la vita eterna.

MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

L’Evangelista Luca chiude il suo Vangelo con il racconto dell’Ascensione. Scrivendo il libro degli Atti lo inizia con il medesimo racconto. Questo sta a significare che con l’Ascensione inizia il tempo della Chiesa, che ha il compito di rendere visibile Cristo nel mondo.

MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

La lettera agli Ebrei afferma che non è più necessario che il sommo sacerdote entri nel santuario di Gerusalemme ad offrire sangue di animali per la purificazione del popolo; il vero santuario è quello dei cieli, dove Cristo entra come unico e definitivo sacerdote, grazie al sangue del Suo sacrificio, conducendo presso Dio tutti i credenti.

MONIZIONE AL VANGELO

I discepoli, dopo averlo visto salire in Cielo, rimangono con lo sguardo rivolto verso l’alto. Non è là che dobbiamo cercare Cristo, perché ce lo ha detto lui stesso, è stato, è, e sarà con noi fino alla fine dei tempi.
Da quel giorno inizia la nostra missione, di renderlo operante in tutta la terra, iniziando dal luogo in cui ci troviamo.

domenica 28 aprile 2013

PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

QUINTA  DOMENICA DI PASQUA

DOMENICA 28 Aprile 2013

COLORE LITURGICO: BIANCO                           
Chiesa Santa Maria della Speranza
Olmo-Perugia

SERVIZIO LITURGICO
Ore 8.30          
Celebrante: Don Maurizio

Lettore Monizioni: Loredana
Lettore 1 Lettura: Franca
Lettore Salmo: Clementina
Lettore 2 Lettura: Stefano Cusco
Vangelo: Diacono don Mario

SERVIZIO LITURGICO Ore 11.00

Celebrante: Don Fabio

Lettore Monizioni: Cristina
Lettore 1 Lettura: Filomena
Lettore Salmo: Rosanna
Lettore 2 Lettura: Marta
Vangelo: Diacono don Paolo


MONIZIONE AMBIENTALE

In questa quinta celebrazione della pasqua domenicale diamo gloria al Signore proclamando la sua risurrezione e accogliendo da lui il comandamento dell’amore. È questo il segno di autenticità per la chiesa e per ognuno di noi: la qualità e la quantità di amore che riusciamo a divulgare e a testimoniare intorno a noi.
In questa liturgia accogliamo dunque quello che è il vero AMORE, quello che Cristo ha riservato per noi, come dono di grazia e come impegno di vita.

MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

Paolo al termine del suo primo viaggio missionario pone a capo di ogni nuova comunità dei pastori responsabili e poi riferisce quanto il Signore ha fatto per mezzo suo. Le comunità cristiane allora, e ancora oggi, devono vivere in relazione costante con l’apostolo, il vescovo e il parroco, e anche  tra loro.

MONIZIONE ALLA SECONDA LETTURA

L’Apocalisse ci rivela un’umanità trasfigurata, senza rughe, senza dolore, senza morte, bella e felice come una sposa; questa trasfigurazione non è condizione solo dell’eternità, ma inizia già in questa vita grazie alla risurrezione di Gesù e prosegue nella storia perchè lui è con noi sempre, e sarà completa al termine della storia umana.

MONIZIONE AL VANGELO

Dopo l’uscita di Giuda Cristo annuncia la sua glorificazione, poi lascia come ulteriore dono, ai suoi apostoli e a tutti noi, il comandamento nuovo: l’Amore reciproco, segno di appartenenza a Cristo, distintivo di tutti i cristiani. Non possiamo non amarci dopo che Gesù sulla croce ci ha amati tanto da dare la sua vita per noi.
 

sabato 20 aprile 2013

CENTRO VOCAZIONALE -PERUGIA


Settimanale "UNO E TRINO " n° 16 del 21 Aprile 2013


PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini

QUARTA  DOMENICA DI PASQUA
DOMENICA 21 Aprile 2013
 COLORE LITURGICO: BIANCO                           
Chiesa Santa Maria della Speranza
Olmo-Perugia

SERVIZIO LITURGICO
Ore 8.30          
Celebrante: Don Maurizio

Lettore Monizioni: Francesca Nardi
Lettore 1 Lettura: Silvana Conti
Lettore Salmo: Giovanna Cusco
Lettore 2 Lettura: Laura Chiavini
Vangelo: Diacono don Paolo

SERVIZIO LITURGICO Ore 11.00

Celebrante: Don Fabio

Lettore Monizioni: Benedetta
Lettore 1 Lettura: Simone
Lettore Salmo: Floriana
Lettore 2 Lettura: Stefano
Vangelo: Diacono don Mario


MONIZIONE AMBIENTALE
 
La quarta celebrazione domenicale della Pasqua ci trova riuniti intorno a Cristo buon Pastore, qui ascoltiamo la sua voce, qui riceviamo da lui la vita eterna, qui egli ci mette in comunione con il Padre e rende sicuro il nostro cammino. Guardando e ascoltando lui il nostro pensiero va ai pastori della chiesa che lo rendono visibilmente presente in mezzo a noi; per loro oggi preghiamo particolarmente, mentre chiediamo al Signore il dono di molte, nuove e autentiche vocazioni.

MONIZIONE ALLA PRIMA LETTURA

Coloro che dovrebbero accogliere più facilmente l’annuncio del Vangelo, cioè i giudei, fanno invece opposizione agli apostoli, i quali allora si rivolgono ai pagani cioè ai non ebrei. L’annuncio di Gesù non può fermarsi di fronte a nessun ostacolo perché la chiesa, i cristiani e in primo luogo i pastori hanno il compito di essere luce di tutto il mondo.

MONIZIONE  ALLA SECONDA LETTURA

In estasi Giovanni vede una immensa festa con tanta gente che ha sofferto, ha pagato cara la sua fedeltà al Signore e ha vinto; per questo può sperimentare una vita piena e felice con Cristo pastore. Questa è la meta che attende la Chiesa e ognuno di noi.

MONIZIONE AL VANGELO

IL Cristo si presenta come il Buon Pastore, lui che è al tempo stesso Pastore e Agnello ci mette in comunione con il Padre, ci dona la vita eterna, ci da sicurezza perché ci tiene uniti a lui, ci parla e ci conosce, ci ama tanto da dare la vita per noi. Per ottenere tutto questo siamo chiamati soltanto ad ascoltarlo, come le pecore che ascoltano la voce di chi le guida.

 

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