1-Chiesa Parrocchiale Santa Maria della Speranza-Olmo-Perugia-(Anno 2009)

VIA DON DARIO PASQUINI-OLMO-PERUGIA-SS.MESSE:GIORNI FERIALI ORE 18.00-DOMENICA ORE 9.00-11.00 -PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

2-Chiesa Parrocchiale San Pietro Apostolo-Chiugiana-Perugia - (Anno-1602)

VIA FLEMING-CHIUGIANA-PERUGIA-IN QUESTO PERIODO NON CI SONO MESSE LA DOMENICA-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

3-Chiesa Parrocchiale di San Martino-Fontana-Perugia - (Anno-1163)

STRADA FONTANA-LA TRINITA'-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

4-Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista-Olmo-Perugia-(Anno-)

Non Viene Celebrata la S.Messa- PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

5-Chiesetta della Trinità-Colle della Trinità-Perugia-(Anno-1300)

VIA DELLE ROSE-LOC.FONTANA-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

domenica 19 luglio 2020

Vangelo del 20 Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA






Mt 12, 38-42
Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 12, 38-42
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.



Commento di don Luigi Maria Epicoco



Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno. Ed egli rispose: “Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così. il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra”.
La contestazione di Gesù non riguarda la semplice richiesta di un segno, ma il sotteso argomento di voler aspettare un segno per poter cambiare qualcosa nella propria vita. Chi aspetta un segno per cambiare allora rimarrà uguale senza nessuna via d’uscita. Chi invece decide di cambiare allora saprà cogliere tutti i segni del cambiamento. Ecco perché Gesù dice che l’unico segno sarà quello di Giona. È un chiaro riferimento alla sua morte e risurrezione.
Ognuno di noi deve decidere di entrare nella notte del morire a se stesso. Solo così può manifestarsi la risurrezione, cioè una vita diversa, di cui quella eterna ne è la versione definitiva. Ma la verità è che a nessuno di noi piace mortificarci in qualcosa. Non vorremmo mai morire ai nostri egoismi, alle nostre pretese, ai nostri capricci, al nostro orgoglio, ai nostri peccati. A noi piace assecondarci in tutto non accorgendoci però che in questo compulsivo assecondarci non riusciamo a cogliere un meccanismo di morte che ci mantiene schiavi.
Pur di non abbandonare le nostre abitudini siamo disposti a mettere sotto scatto persino il cielo: <>, Ma Gesù risponde: <>.
Ma rimane il grande paradosso che davanti alla persona di Gesù, i farisei (e noi con loro!) cercano scuse: Quelli di Nìnive si alzeranno a giudicareaquesta generamone e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ecco, ora qui c’è più di Giona! La regina del sud si leverà a giudicare questa generazione e la condannerà, perché essa venne dalPestremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco, ora qui c’è più di Salomone!


sabato 18 luglio 2020

SETTIMANALE UNITARIO -UNO E TRINO:INSIEME di DOMENICA 19 LUGLIO 2020





Vangelo del 18 Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA



Mt 12, 14-21
Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.


Commento di don Luigi Maria Epicoco

Credo che oggi sia utile rallentare il passo del Vangelo e fermarci su ogni dettaglio iniziale. I farisei però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo. Ma Gesù, saputolo, si allontanò di là..
Siamo troppo spesso abituati a credere che Gesù riscuota solo successi, ma la verità è che la prima reazione al suo messaggio è il rifiuto. E lo è per un motivo molto semplice: vivere secondo la visuale del Vangelo comporta la messa in discussione di tutti quegli equilibri precari che ci siamo costruiti negli anni, e che magari non ci rendono felici ma che almeno ci aiutano a restare a galla.
Gesù mettendo in discussione l’attaccamento a schemi e regole fisse, destabilizza la nostra sopravvivenza precaria. Ma chi si lascia mettere in discussione da lui trova un equilibrio più profondo e più decisivo. Di certo però egli non si impone, ma si propone alla nostra libertà, per questo davanti al rischio di essere ucciso egli va via.
<>. Ma chi lo prende sul serio si ritrova guarito. È la guarigione della sequela. Questa parola non molto usata sta a significare la capacità di camminare dietro a qualcuno, riconoscendone l’autorevolezza.
Il Vangelo sembra suggerirci due immagini: la prima è la fede come cammino e non come semplice convinzione; la seconda è la guarigione che da essa scaturisce che non può restare nascosta nel semplice cuore di chi l’ha ricevuta. Il cammino ci ricorda la gradualità, il bisogno di darsi del tempo, il saper pazientare per imparare a vivere secondo ciò che Gesù insegna.
La guarigione non ci fa perdere di vista il fatto che la fede non è una gara con noi stessi in cui cerchiamo di dimostrare la nostra bravura, ma una guarigione che ci cambia essenzialmente nella parte più decisiva della nostra vita. Infatti dall’incontro con Gesù la vita torna ad essere veramente viva. La grande domanda però è: si può obbedire al suo comando di non dire niente a nessuno? In realtà no.
È questa la radice dell’evangelizzazione.


venerdì 17 luglio 2020

Vangelo del 17 Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA



Vangelo

Mt 12, 1-8
Dal Vangelo secondo Matteo



In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: "Misericordia io voglio e non sacrifici", non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.


Commento di don Luigi Maria Epicoco



In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano>>.
È abbastanza evidente che quello che i discepoli fanno in giorno di sabato è vietato, e questo ovviamente comporta una immediata reazione da parte dei guardiani delle regole: <
I guardiani delle regole sono quelli che passano il tempo a spiare la vita degli altri per coglierne subito incongruenze, contraddizioni e cadute. Essi sono convinti che tutta la verità della vita è nelle regole e che bisogna passare il tempo a fare i conti con esse. Questi guardiani ce li portiamo dentro tutti, e molto spesso proprio per questo continuiamo ad avere un attéggiamento giudicante nei confronti degli altri, e a volte anche nei confronti di noi stessi.
Gesù parla a questo lato della nostra vita e smonta la sua logica apparentemente così stringente: <>.
Il vero problema però è un altro: bisogna cambiare modo di ragionare: <































mercoledì 15 luglio 2020

Vangelo del 15 Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA




VANGELO

Mt 11,25-27
Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

Commento d don Luigi Maria Epicoco



Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te>>.
La logica dei piccoli è la logica di quell’infanzia spirituale che molti santi ci hanno indicato come una via certa per arrivare al Signore. Farsi piccoli significa mettersi in una posizione di accoglienza e non di possesso. Un piccolo non vuole manovrare, ma accetta di essere preso in braccio. E la rivelazione di Dio assomiglia proprio al gesto di essere presi in braccio, e da quella prospettiva guardare tutto il resto del mondo e dell’esistenza.
I piccoli non antepongono i loro ragionamenti al? ascolto, ma fanno sempre precedere l’ascolto ai loro ragionamenti. I piccoli si lasciano mettere in discussione nell’immaginario che si sono creati e accettano che qualcuno doni loro un immaginario migliore e meno psicologico. I piccoli godono delle cose, mentre i grandi vivono costantemente nell’ansia di perderle.
«Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
Gesù precisa un dettaglio che troppo spesso ci sfugge: la fede è un dono, non il risultato di uno sforzo o di una tecnica. Per questo l’unica grande cosa che interiormente ci prepara ad accogliere questo dono è il desiderio struggente di Dio, la voglia infinita di volerlo incontrare. Finché questo desiderio non ci fa anelare a lui, vivremo costantemente nella frustrazione di volerlo costringere a venire nella nostra vita propiziandocelo con sforzi e parole. La preghiera è un cuore che ha imparato a desiderare con umiltà e attesa. E questa è anche la definizione di piccolo. Infatti un piccolo, secondo la logica del Vangelo, è uno che si aspetta tutto da Dio e ha smesso di pensare che da solo è capace di qualcosa di così grande.
La piccolezza è solo un altro modo di dire l’umiltà.










lunedì 13 luglio 2020

Vangelo del 14 Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA





VANGELO
Mt 11, 20-24
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento di don Luigi Maria Epicoco


<>.




<>.
Il primo esame di coscienza, a cui il Vangelo di oggi ci spinge, è quello di vedere se la nostra vita è piena o meno di miracoli. Quando pensiamo a questi segni di Dio, ci viene spontaneo andare alla ricerca di grandi segni straordinari, ma la verità è un’altra: i miracoli sono la tenerezza di Dio nei piccoli dettagli della nostra esistenza.
A volte è un miracolo lo sguardo di un figlio, il silenzio della mattina presto, la pagina di un libro, una consapevolezza imprevista, il fatto di camminare con le nostre gambe, la serenità di accettare quando questo non è possibile, e così via. Tutte le cose che ho elencato troppo spesso le diamo per scontate e non le consideriamo un dono, un segno di Dio, un miracolo della sua vicinanza a noi.
E quando tu ragioni con “il tutto mi è dovuto”, allora si rischia di fare la fine di Corazin e Betsàida: <>.
La conversione consiste nel cambiare lo sguardo sulle cose perché esse non sono così come noi le abbiamo viste per molto tempo. Una persona che si accorge di tutto il bene che è presente nella sua vita vive con più gratitudine, e non spreca nulla. Sprecare significa vivere costantemente scontenti, con lo sguardo fisso sempre a ciò che non abbiamo e completamente ciechi davanti a quello che invece c’è. L’inferno non è forse avere tutto quello che ci serve per essere felici e non accorgercene? L’inferno non è forse pensare che ciò che stiamo cercando è sempre domani e mai oggi? Ecco perché Gesù tuona così forte oggi, per svegliarci al “qui e ora”, e sperimentare così un pezzo di eternità nascosta nel presente.







domenica 12 luglio 2020

Vangelo del 13Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA




VANGELO


Mt 10, 34 -11, 1
Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l'uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.


Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco



<>.
Ogni volta che ci capita di leggere questa pagina del Vangelo, rimaniamo quasi sempre senza fiato perché ci sembra così contraddittoria una dichiarazione simile da parte di Gesù. Eppure sono parole di lui che ci aiutano a ricordare che la fede non è una iniezione di emotività nel grigiore della vita, ma quella forza che ci tira fuori dal caos delle cose e ci spinge a delle scelte.
Ma nessuno potrebbe scegliere se non riuscisse innanzitutto a distinguere, a separare le cose. La fusionalità nei rapporti, o nelle cose che facciamo, molto spesso sono la radice prima dei nostri problemi. Gesù ci tira fuori dalla fusionalità e ci ridona la dignità di essere singoli, distinti, unici, liberi.
<
La priorità di Dio nella nostra vita non è a scapito di chi amiamo, ma a fondamento di chi amiamo. Senza il primo posto a Dio noi possiamo offrire solo le sabbie mobili dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti e delle nostre incoerenze. Solo Cristo rende Stabile la nostra instabilità.
<>. Solo quando ci prendiamo la responsabilità di quello che c’è dentro la nostra vita allora possiamo anche capire qualcosa di Cristo, perché egli “ci parla nella realtà e non nell’idealità.
<>. Solo chi sa rischiare per ciò che conta trova qualcosa, chi non rischia rimane arenato alle proprie paure fino al punto di perdere anche ciò che pensa di avere.

sabato 11 luglio 2020

Vangelo del 12 Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA DOMENICA


Vangelo

Il seminatore uscì a seminare.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,1-23
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.

Commento di don Luigi Maria Epicoco



Commento di don Luigi Maria Epicoco

<
Quanta gente ascoltava Gesù! Quante folle! Anche oggi moltissimi leggono il Vangelo, lo ascoltano. Ma ciò che fa la differenza non è tanto il semplice ascolto ma la qualità di questo ascolto. Ecco perché Gesù prosegue con la parabola del seminatore. Infatti il problema non è se Dio parla o meno. Dio parla sempre. Ci parla attraverso le circostanze, le relazioni, le cose che ci succedono, le persone che abbiamo accanto. Ci parla nella liturgia, nelle pagine del Vangelo, nella parola della Chiesa. Ci parla con un dolore o con una gioia. Dio ci parla sempre, ma la cosa che dobbiamo domandarci è: che terrefio di accoglienza è il nostro?
<>.
Distrazioni, facile entusiasmi, preoccupazioni sono il modo con cui spesso ascoltiamo ciò che Dio ci dice. È difficile poter portare frutto quando si è superficiali. È difficile portare frutto quando si vive solo di pancia. È difficile portare frutto quando le nostre preoccupazioni ci fanno concentrare solo sul dente che fa male
. Ma si può anche essere terreno buono, e questo accade quando si cerca di essere umili, attenti, realisti. Accade quando si smette di fidarsi troppo delle emozioni per dare invece retta al cuore che ha una sua straordinaria intelligenza. Accade quando si smette di vivere con l’ateismo pratico di chi dice che Dio esiste ma vive come se fosse solo al mondo. Quando questo cambiamento accade allora: <>.








SETTIMANALE UNITARIO-UNO E TRINO:INSIEME-12 LUGLIO 2020





venerdì 10 luglio 2020

Vangelo del 11 Luglio 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA


Vangelo

Mt 19,27-29
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.



Commento di don Luigi Maria Epicoco



<>.
L’umanissimo Pietro dà voce a quelle umanissime domande che delle volte attraversano la testa e il cuore e non troviamo il coraggio di dire ad alta voce. Qual è la vera contropartita nel seguire Gesù? <>.
La prima cosa che Gesù promette è la possibilità di giudicare. Vorrei cogliere da queste parole tutta una portata esistenziale, prima ancora che teologica. Giudicare significa valutare, dare un significato concreto alle cose. Gesù è colui che ci porta a saper chiamare le cose con il loro vero nome, a pesarle per ciò che sono davvero. Poi aggiunge che ogni cosa lasciata sarà centuplicata, spalancando davanti a noi un orizzonte inedito.
Infatti noi siamo quasi sempre spaventati dal lasciare qualcosa. Le mancanze sono le ferite che molto spesso guidano e distorcono la nostra vita. Gesù ci dice che se scegliamo di donare qualcosa senza subire quella scelta, sperimentiamo un aumento di vita pari al cento per uno. Ma se non doniamo con libertà qualcosa allora quella mancanza diventa frustrazione e invece di diventare il cento per uno di vita diventa il cento per uno di infelicità. Forse per questo leggiamo nella parola di Dio un dettaglio che non dovremmo mai dimenticare: <>.
Infatti il problema non è semplicemente quello di donare, ma di imparare a farlo con gioia. E la gioia non si può simularla, o c’è o non c’è. Solo chi sceglie liberamente sperimenta gioia, ma chi si sente costretto non riesce mai ad essere felice delle proprie scelte.














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