1-Chiesa Parrocchiale Santa Maria della Speranza-Olmo-Perugia-(Anno 2009)

VIA DON DARIO PASQUINI-OLMO-PERUGIA-SS.MESSE:GIORNI FERIALI ORE 18.00-DOMENICA ORE 9.00-11.00 -PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

2-Chiesa Parrocchiale San Pietro Apostolo-Chiugiana-Perugia - (Anno-1602)

VIA FLEMING-CHIUGIANA-PERUGIA-IN QUESTO PERIODO NON CI SONO MESSE LA DOMENICA-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

3-Chiesa Parrocchiale di San Martino-Fontana-Perugia - (Anno-1163)

STRADA FONTANA-LA TRINITA'-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

4-Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista-Olmo-Perugia-(Anno-)

Non Viene Celebrata la S.Messa- PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

5-Chiesetta della Trinità-Colle della Trinità-Perugia-(Anno-1300)

VIA DELLE ROSE-LOC.FONTANA-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

giovedì 18 giugno 2020

Vangelo del 19 Giugno 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA




Vangelo
Mt 11, 25-30
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento di don Luigi Maria Epicoco


Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te”.
Il nostro Dio non è un Dio imparziale, ma un Dio giusto. Ed essere giusti significa essere di parte, soprattutto dalla parte dei più deboli. Ma i deboli nella mentalità nel vangelo non sono semplicemente quelli che non ce la fanno, ma quelli che accettano che non ci si può arrampicare con le proprie forze sino al cielo. Sono quelli che non si vogliono salvare da soli, ma che accettano di essere salvati.
I sapienti, i dotti, gli intelligenti, i grandi di questo mondo vivono nel delirio di potersi salvare da soli. Pensano che potranno salvarli i loro ragionamenti, le loro strategie, le loro performance. Ma è proprio questo che li tiene fuori dalla comprensione di Dio. Tutte le volte che pensiamo di avere noi sotto controllo la vita, è lì che smettiamo di capire qualcosa di Dio. Al contrario tutte quelle volte che ci sembra di aver perso il controllo e di essere in balìa, è allora che se abbiamo fiducia in Lui ci accorgiamo di una trama nascosta nelle cose che prima non riuscivamo a vedere.
Una trama che ci dice quanto possa essere profondo il senso di ciò che stiamo vivendo al di là di quanto possa sembrare doloroso e contraddittorio. “Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.
La fede è un dono non uno sforzo. La logica del dono è tutta poggiata sulla capacità di saper accogliere e non sulla mentalità di chi deve conquistare, meritare, comprare, pretendere. I piccoli sperano tutto da chi amano.
I sapienti pensano che la maturità vera sia cercare di non aver bisogno di nessuno. Non si può dare la fede a chi pensa di non aver bisogno di nessuno. Al contrario si può dare tutto a chi pensa di avere bisogno di tutto, specie di essere amato per poter funzionare veramente come uomo.





Vangelo del 18 Giugno 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA




Vangelo


Mt 6, 7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.



Meditazione
Nel Vangelo di ieri il peccato degli uomini religiosi, oggi il peccato dei pagani. Sempre di uomini religiosi si tratta, ma i primi sono “professionisti” della religione, i secondi sono un po' degli avventurieri. Ebbene Gesù ne ha per gli uni e per gli altri.
Diciamo che gli uomini religiosi, quelli ufficiali, peccano perché confondono la direzione del loro pregare, i pagani invece sbagliano addirittura l’obiettivo del loro pregare.
Mi spiego meglio. Il religioso è un esperto di cose sacre. La tentazione che corre è quella di presupporre del suo bagaglio spirituale ed inorgoglirsi e magari “praticare la giustizia” solo per farsi vedere dagli uomini. Il peccato di questi è l'orgoglio spirituale. Gran brutta cosa. Il pagano invece non conosce in realtà ciò che prega. È un novizio sprovveduto non educato alle cose spirituali, che va più per istinto che per ragione. Il pagano è convinto che Dio sia una specie di jubox pronto a sfornare grazie ogni volta che glielo chiedi. In realtà non sa chi è Dio, sbaglia appunto l'obiettivo della sua preghiera. È un dio minore quello dei pagani e intendiamoci di pagani in chiesa anche ai nostri giorni ce ne sono tanti Sono appunto quelli che sprecano parole perchè pensano di venir ascoltati a forza di parole. Il problema di fondo è che questo tipo di preghiera, qualsiasi sia, diventa una sorta di rito magico. È la magia che ha la pretesa di essere esaudita, non certamente la fede. La magia trova come interlocutore un dio minore, una specie di mistificatore, la fede invece trova un Padre. Ecco la verità del cristianesimo: Dio è Padre. Allora la preghiera del Padre nostro paradigma di ogni preghiera ci insegna ad abbandonarci alla sua volontà perchè noi siamo suoi figli. Cos'altro abbiamo da chiedergli?

mercoledì 17 giugno 2020

Vangelo del 17 Giugno 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA

Vangelo

Mt 6, 1-6. 16-18

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento di don Luigi Maria Epicoco

Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli”.
La tentazione di vivere davanti agli uomini è sempre molto forte. È quella tentazione che ci fa vivere nel condizionamento del giudizio degli altri. Siamo come bisognosi che gli altri si accorgano di noi, che ci riconoscano, che ci dicano bravo.
Ma dietro questo bisogno tutto umano può nascondersi anche una fatale dipendenza che ci toglie completamente la libertà di essere noi stessi. Il vangelo di oggi ci dice che il bene è tale non quando cerca il consenso o l’ammirazione, ma quando non cerca null’altro che il semplice bene.
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa”. Ma questa regola d’oro di non vivere dipendenti dal giudizio e dal riconoscimento altrui deve toccare innanzitutto la nostra vita spirituale. In questo senso la nostra preghiera non deve mai diventare un modo per ostentare la fede, o per sentirci migliori degli altri.
La preghiera che conta è la ricerca di un’intimità con il Signore che la si trova solo a patto di entrare innanzitutto in quella stanza segreta del cuore. Non è un invito a nascondersi, ma a non trasformare la preghiera in una pratica religiosa che salva solo il nostro buon nome e non per forza la nostra vita. “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.
Allo stesso modo il digiuno, come ogni altra pratica penitenziale non può trasformarsi in un pretesto per attirare l’attenzione degli altri, o per giustificare i nostri musi lunghi e le facce da funerale. “Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.




















martedì 16 giugno 2020

Vangelo del 16 Giugno 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA



 Vangelo

Amate i vostri nemici.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,43-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore

Commento di don Luigi Maria Epicoco 

C’è un’esigenza dell’amore che Cristo insegna che supera in maniera pericolosa la logica del comune buon senso umano. È l’amore per i nemici.

Essere di Dio significa comportarsi come lui si comporta. E la caratteristica dell’amore di Dio consiste nel fatto che esso è libero dalla logica di “azione-reazione”. Infatti molto spesso quello che facciamo lo facciamo per reazione più che decisione. Ci viene infatti facile corrispondere al bene di uno che ci vuole bene, e ci viene altrettanto facile provare rancore nei confronti di uno che ci ha fatto del male. Gesù ci chiede di liberare il nostro amore da questo meccanismo, e di consegnarlo invece a una logica di gratuità che nulla ha a che fare con il semplice “sentire”, ma è invece “decidere”.

Tradotto significa: se tu ami solo quando ti senti di amare qual è la differenza tra te e chiunque altro? Decidi di amare invece anche quando senti che è faticoso, quando le tue emozioni ti dicono il contrario, quando la reazione più umana potrebbe essere l’odio. In pratica Gesù ci chiede di fare la differenza tra ciò che sentiamo e ciò che decidiamo.
Siamo figli suoi non quando sentiamo sensazioni buone, ma siamo soprattutto figli suoi quando pur sentendo sensazioni negative decidiamo di fare scelte di bene mettendoci contro questi umanissimi sentimenti di pancia. Ed è giusto fare questo? Assolutamente no. Ma è Gesù che ci chiede di ragionare con un altro metro di giustizia.













lunedì 15 giugno 2020

Vangelo del 15 Giugno 2020 PREGHIAMO PER PASSARE BENE LA GIORNATA




Vangelo

Io vi dico di non opporvi al malvagio.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,38-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Parola del Signore


    Commento di don Luigi Maria Epicoco
Quanto è esigente la pagina del Vangelo di oggi! Essa rappresenta il superamento della legge del taglione: <>.
La cosa però che colpisce di più di questo discorso fatto da Gesù nella versione di Matteo, è la precisazione sullo schiaffo alla guancia destra. Gesù nel Vangelo di Matteo non parla semplicemente di uno schiaffo, ma di uno schiaffo alla guancia destra. In realtà, a ben rifletterci, solo un manrovescio può percuotere la guancia destra. E questo tipo di schiaffi erano tipici, ai tempi di Gesù, dei padroni quando colpivano gli schiavi, o dei soldati romani quando percuotevano un ebreo.
Letto in questo modo, lo schiaffo non è più semplicemente una violenza, ma una violenza accompagnata dal disprezzo, dal senso di supe- riorità di chi percuote. Inevitabilmente questo tipo di espe- rienza, fa nascere una grande rabbia, un senso di rivalsa, e un’infinita voglia di rispondere a tono. Gesù chiede invece di non farlo, di disarmare la violenza con la non violenza.
Di mostrare una differenza sostanziale. Anche lui durante il processo farsa che lo portò alla condanna a morte venne picchiato da un soldato. A quella violenza Gesù rispose con una frase disarmante: ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv 18,23). Oserei dire che Gesù dà una lezione di stile che noi cristiani non dovremmo mai dimenticare. Infatti, essere cristiani comporta anche uno stile che delle volte dimentichiamo di dover avere.
La violenza in generale, ma anche solo quella verbale non dovrebbe mai caratterizzare un cristiano. Bisogna dire fermamente una cosa vera, ma mai dirla o affermarla con la violenza. Sarebbe una sconfitta per ciò che si vuol difendere.



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