1-Chiesa Parrocchiale Santa Maria della Speranza-Olmo-Perugia-(Anno 2009)
2-Chiesa Parrocchiale San Pietro Apostolo-Chiugiana-Perugia - (Anno-1602)
3-Chiesa Parrocchiale di San Martino-Fontana-Perugia - (Anno-1163)
4-Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista-Olmo-Perugia-(Anno-)
5-Chiesetta della Trinità-Colle della Trinità-Perugia-(Anno-1300)
giovedì 28 novembre 2013
domenica 24 novembre 2013
PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini
Domenica 24 Novembre 2013
Colore Liturgico:BIANCO

MONIZIONE AMBIENTALE
Gesù è il re dell’universo, l’origine della sua regalità non è la potenza e la forza, ma il sacrificio della croce. La sua risurrezione poi compie, esalta, dimostra tutto il suo essere RE.
MONIZIONE ALLA PRIMA
LETTURA
Davide è unto, consacrato re sopra Israele, una
regalità, la sua, non priva di ambiguità e di infedeltà. Davide è l’anticipazione,
la profezia di un re puro e fedele, un pastore perfetto che sarebbe venuto
mille anni dopo di lui.Gesù Cristo, il Messia è venuto a regnare sul trono di Davide suo padre con una regalità senza fine.
MONIZIONE ALLA SECONDA
LETTURA
Gesù è il primo rispetto a tutti gli altri
esseri, è il modello di tutti. Per mezzo e in vista di lui tutto fu progettato
e creato. È il primo dei risorti. Tutti i valori si racchiudono a convergono in
lui e in lui tutto si riconcilia con Dio. Questa descrizione di Cristo che ci fa
l’apostolo Paolo, non è altro che la descrizione del concetto di regalità che
celebriamo oggi.MONIZIONE AL VANGELO
Sulla croce Gesù appare senza potere e senza gloria, un vinto, un oggetto di derisione per la sua pretesa di esser re, che poi va a finire così male.
Ma un malfattore crocifisso con lui, sa riconoscere, sotto l’immagine dell’uomo sconfitto e prossimo a morire, un innocente, uno che non ha fatto nulla di male, e, affidandosi e raccomandandosi a lui, lo riconosce anche per quello che è veramente: il vero RE.
sabato 23 novembre 2013
martedì 19 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini
17 Novembre 2013
TRENTATRESIMA
DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
COLORE LITURGICO:VERDE
La fine dell’anno ci rimanda alla fine della vita, e ancor più alla fine della storia e del mondo.
Cristo con il suo messaggio è venuto a proporci non la fine di qualcosa, ma l’inaugurazione di un Regno divino che redime e dona immortalità alla storia umana.
Gesù ci invita a non pensare alla fine della nostra vita, ma al fine, allo scopo per cui va vissuta impegnandosi ogni giorno coma se fosse l’ultimo.
MONIZIONE ALLA PRIMA
LETTURA
La venuta del Signore come giudice è paragonata
dal profeta ad un giorno rovente come un forno che distrugge tutto quello che è
male e che non vale ed è castigo per gli ingiusti. La gioia e la giustizia
saranno solo per quelli che hanno vissuto lodando e onorando Dio.
MONIZIONE ALLA SECONDA
LETTURA
L’apostolo Paolo ricorda alle sue comunità e a
tutti noi che va bene aspettare il Signore, ma l’attesa cristiana non è
pigrizia e disfacimento, è attività, impegno e operosità costante.
MONIZIONE AL VANGELO
Il tempo in cui noi ci presenteremo davanti al
Signore a rendere conto della nostra vita è da sempre avvolto nel mistero, sia
per il momento, sia per il modo in cui si manifesterà. Gesù dice di non preoccuparci, sarà lui a darci parola e sapienza per affrontare ogni problema, in modo che nulla di ciò che facciamo andrà perduto. Perseverando nella fede salveremo la nostra vita.
venerdì 15 novembre 2013
domenica 10 novembre 2013
PILLOLE DI PAROLA a cura di Cristina Rossini
8 Novembre 2013
TRENTADUESIMA
DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Colore Liturgico: Verde
MONIZIONE AMBIENTALE
Siamo invitati oggi ad una grande meditazione
sulla fine dei tempi e su ciò che avverrà dopo la nostra morte. Ogni cristiano
sa che la morte non è altro che una porta che immette nella pienezza della vita
e nell’eternità.
Con questa certezza il credente non può affannarsi
a costruire stabilità, legami, alleanze, vincoli, che lo distraggono dal suo
cammino vero l’assoluto. Sappiamo bene che Gesù Cristo ci ha ricondotti
pienamente a Dio e in Dio facendo della morte uno strumento della risurrezione.
L’attesa del futuro quindi, non può che alimentare e stimolare l’impegno nel presente ad essere profeti e testimoni della vera vita e della vera gioia.
MONIZIONE ALLA PRIMA
LETTURA
Già nell’Antico Testamento alcuni uomini di fede
grazie a intuizioni illuminate, erano fermamente convinti che il legame d’amore
tra i giusti e Dio, costruito nella vita, avrebbe raggiunto la pienezza
diventando comunione escatologica. Questa fede nella risurrezione sostiene la
testimonianza dei sette fratelli Maccabei che sono disposti a morire piuttosto
che a tradire la legge di Dio.
MONIZIONE ALLA SECONDA
LETTURA
Ai cristiani di Tessalonica preoccupati per la
fine del mondo, e a tutti noi, Paolo ripete con insistenza che il presente è
importante e deve essere sostenuto da ogni opera e parola di bene. È nel
presente che germoglia il futuro di gloria, per cui la trama dei nostri giorni
deve essere intessuta dell’amore di Dio e della pazienza di Cristo.
Nella risurrezione la nostra vita e la nostra
condizione saranno totalmente nuove e diverse rispetto a quelle nella terra.
Anche i rapporti umani non avranno le stesse modalità.Gesù rispondendo ai Sadducei, coglie l’occasione
per esaltare lo splendore della comunione con Dio, lui è la Vita, lui è il Dio
della vita e quindi il Dio dei vivi. Chi crede in lui vive con lui e per lui, e
da lui è strappato dalla morte.


























