1-Chiesa Parrocchiale Santa Maria della Speranza-Olmo-Perugia-(Anno 2009)

VIA DON DARIO PASQUINI-OLMO-PERUGIA-SS.MESSE:GIORNI FERIALI ORE 18.00-DOMENICA ORE 9.00-11.00 -PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

2-Chiesa Parrocchiale San Pietro Apostolo-Chiugiana-Perugia - (Anno-1602)

VIA FLEMING-CHIUGIANA-PERUGIA-IN QUESTO PERIODO NON CI SONO MESSE LA DOMENICA-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

3-Chiesa Parrocchiale di San Martino-Fontana-Perugia - (Anno-1163)

STRADA FONTANA-LA TRINITA'-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

4-Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista-Olmo-Perugia-(Anno-)

Non Viene Celebrata la S.Messa- PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

5-Chiesetta della Trinità-Colle della Trinità-Perugia-(Anno-1300)

VIA DELLE ROSE-LOC.FONTANA-CORCIANO-PG-Non Viene Celebrata la S.Messa-PARROCO:DON FABIO QUARESIMA-TEL.0755172106-CELL.3387622916

giovedì 24 giugno 2010

NOTIZIE DALLA CHIESA UMBRA














lunedì 21 giugno 2010

LA PARROCCHIA

Il sito internet parrocchiale vuole essere uno strumento umile ed agile che ci ricorda che in questo quartiere c’è una comunità di uomini e donne che abita la storia e cerca di vivere in comunione per testimoniare l’amore di Gesù Cristo.
La parrocchia ci ricorda che la Chiesa è un avvenimento che continua ad accadere: Gesù morto e Risorto è il
Signore; in Lui c’è la nostra salvezza.
La parrocchia rende visibile questa certezza della presenza di Dio in mezzo a noi, scandisce i vari momenti della vita dalla nascita alla morte; si fa compagna di viaggio di tutti gli uomini, anche di coloro che, senza saperlo, cercano la via del Regno di Dio.
Nella comunità il cristiano trova la sorgente della fede: nei Sacramenti e nell’ascolto della Parola di Dio.
Da qui riparte per portare la sua testimonianza nel territorio e nella storia locale.

L'aiuto
di ognuno di voi è importante per rendere questo sito sempre aggiornato e farlo
diventare uno strumento utile.



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domenica 20 giugno 2010

Settimanale UNO E TRINO N° 25 del 20 Giugno 2010





mercoledì 28 aprile 2010

V DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)--

LA LITURGIA DEL GIORNO--









Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco


Antifona d'ingresso
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia. Sal 98

Colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 PRIMA LETTURA (At 14,21-27)
Riferirono alla comunità tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni».
Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

SECONDA LETTURA (Ap 21,1-5)
Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più.
E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:
«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Alleluia.

VANGELO (Gv 13,31-35)
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Ci è stato consegnato un comandamento nuovo e rinnovante. Vivendolo possiamo giungere alla pienezza della nostra vita, e alla realizzazione della nostra dignità di uomini e Figli di Dio.
Pieni del desiderio di innalzarci a tale livello, chiediamo al Signore il suo aiuto dicendo: Donaci, Signore, di vivere del tuo amore.

1. Rendi santa, Signore, la tua Chiesa nell’amore. Sia nel mondo testimone credibile della bellezza della vita spesa a servizio del tuo vangelo. Preghiamo.
2. Rafforza nel tuo amore chi crede in te. Sia capace di operare gesti di carità fraterna amando come Cristo ci ha amati. Preghiamo.
3. Dona ai tuoi discepoli di annunciare il vangelo con entusiasmo e coraggio. Sappiano vedere nei progressi della Parola un segno della tua vicinanza, da cui ricavare motivo di gioia e di lode. Preghiamo.
4. Dona ai cristiani un cuore capace di giustizia e solidarietà, frutto dell’accoglienza della tua resurrezione e profezia del Regno. Preghiamo.

Padre, che ami ogni uomo perché abbia la vita e l’abbia in abbondanza, donaci la tua forza perché, anche di fronte alle difficoltà, sappiamo costruire una comunità fraterna, sacramento di unità e concordia nel mondo. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
O Dio, che in questo scambio di doni
ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...

Antifona di comunione
“Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi”,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 13,34)

Preghiera dopo la comunione
Assisti, Signore, il tuo popolo,
che hai colmato della grazia di questi santi misteri,
e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato
alla pienezza della vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.

sabato 10 aprile 2010

IL COMPLESSO PARROCCHIALE DEI SS. SEVERO ED AGATA DEL GIRASOLE

DI CORCIANO E’ TRA I PRIMI IN ITALIA, SE NON IL PRIMO IN ASSOLUTO,

AD ESSERE REALIZZATO PER FRUTTARE ENERGIE RINNOVABILI


Un’emozione particolare suscita l’inaugurazione dei lavori di una nuova chiesa, sede di una nuova Parrocchia. Sorge un luogo di culto dove si registreranno le fasi esistenziali dei credenti(nascita battesimo             
               cresima comunione matrimonio e morte, e loro derivati) in un quartiere  in piena espansione con case e spazi e abitanti nuovi. Una chiesa       
parrocchiale con le sue infrastrutture socio-assistenziali rappresenta un punto ineliminabile di riferimento, socializzante e soprattutto una palestra di vita. Oggi 10 aprile 2010 è stata posta la prima pietra del  Complesso Parrocchiale dei Ss. Severo ed Agata, si sviluppa su  un’area  di complessivi di 5.500 mq per un totale costruito di mq 2.136, di cui 1.182 per locali ministero pastorale, canonica, uffici, salone parrocchiale-teatrino di 170 posti, spazi di servizio, ed il restante di pertinenza della chiesa. L’aula liturgica avrà lo spazio sufficiente per contenere almeno 390 posti a sedere, mentre la cappella delle celebrazioni feriali avrà 55 posti e quella del Santissimo 25 posti, per un totale di 470 posti a
sedere in chiesa». La cerimonia è stata presieduta da S. Ecc. Mons. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia e da S.Ecc.Giuseppe Chiaretti vescovo emerito. Mons Bassetti vestito con i paramenti del rito, si è recato in processione con il parroco don Roberto Di Mauro e il Vice Parroco don Antonio al centro del cantiere dove sorgerà la nuova chiesa.Erano ad attenterlo le autorità civili e militari e la folla dei fedeli .Dopo la Liturgia della Parola e l'omelia Mons. Bassetti ha impartito la benedizione in lungo e in largo al suolo e alla folla presente e
dopo che che il parroco don Roberto ha letto la pergamena da infilare nella prima pietra; (la pergamena )è stata firmata dall’ Arcivescovo Bassetti ,dal Vescovo emerito Chiaretti ,dal Parroco e dal Viceparroco, dai Sindaci di Corciano e Perugia,dall’arch. Donatella Forconi coordinatrice del pool di architetti, ingegneri e tecnici che ha realizzato il progetto e che dirigerà i lavori .dal titolare dell’impresa costruttrice Giuseppe Mischitelli. Prima della benedizione finale dell’Arcivescovo, Don Roberto ha ringraziato il titolare dell’impresa costruttrice Giuseppe Mischitelli, i parroci e tutti gli intervenuti a questa manifestazione .




 
 

venerdì 4 dicembre 2009

I DIACONI E I MINISTERI ISTITUITI

La parrocchia è tanto più chiesa quanto più rappresenta la sua ministerialità, oltre ai ministeri di fatto, attraverso i diaconi e i ministeri istituiti .


IL DIACONO

La figura del diacono permanente è un volto nuovo della parrocchia, la sua vocazione nasce in parrocchia ed è a servizio della chiesa locale .I diaconi rappresentano il terzo grado dell’ ordine sacro dopo i vescovi e presbiteri.
I Diaconi, quindi, servono il popolo di Dio in comunione col Vescovo e i suoi presbiteri (sacerdoti), nel ministero della liturgia, della predicazione e della carità. Il Concilio Vaticano II sintetizza molto bene il ministero del Diacono con la triade «diaconía della liturgia, della parola e della carità»

i compiti del diacono

Bisogna premettere che il diacono è o sposato o celibe ed esercita una professione. Pertanto i suoi primi luoghi di testimonianza sono la famiglia e il luogo di lavoro.
Ciò premesso il diacono può svolgere diversi compiti. Innanzitutto condivide con il parroco la responsabilità della propria comunità e si confronta con lui sulle linee pastorali da seguire. Ci sono comunque dei servizi, che potremmo chiamare ordinari per un diacono, che vengono svolti in ogni parrocchia.

La partecipazione alla celebrazione della santa messa domenicale e delle festività, che prevede: la proclamazione del Vangelo e saltuariamente l’omelia, il servizio all’altare con la distribuzione dell’eucaristia.

  • La visita agli ammalati portando loro Gesù eucaristia.
  • L’animazione di catechesi, diversificate per modalità e per settori/gruppi d’appartenenza.
  • L’animazione di momenti di preghiera, di adorazione eucaristica.
  • Una vicinanza particolare alle persone/famiglie in difficoltà.
  • L’impegno incessante perché, attraverso le relazioni e la preghiera, in ogni comunità cresca la comunione, la missionarietà, la fraternità.

  • Tra i compiti del diacono ci sono anche:


  • Presiedere al rito del funerale e la sepoltura

  • Amministrare il Battesimo
  • Assistere e benedire il Matrimonio
  • Celebrare la Liturgia della Parola
  • Assistere il vescovo nelle celebrazione eucaristica
  • Avere incarichi a livello diocesano


I MINISTERI ISTITUITI

I ministeri istituiti sono due e fanno rife­rimento al libro e all’altare:Il lettorato e l’accolitato, questi ministeri non nascono dal sacramento dell’Ordine, ma dai sacramenti dell’iniziazione cristiana e “sono ‘istituiti’ dalla Chiesa sulla base dell’attitudine che i fedeli hanno, in forza del battesimo, a farsi carico di compiti e mansioni speciali nella comunità.
Accanto al ministero del vescovo, del presbitero e del diacono la vita e l’inse­gnamento della Chiesa hanno sempre visto e ammesso l’esistenza di altri mi­nisteri, appunto i ministeri “non ordinati”. Essi vengono così conferiti, oltre che come passaggio verso l’ordine sacro, anche come ministeri permanenti: il lettore e l’accolito sono segno della centralità di cui godono la Parola di Dio e l’Eucarestia nella comunità cristiana.

I compiti del lettore

- Anzitutto la proclamazione della parola di Dionell’assemblea liturgica. E’ questa la funzione originaria e originale del lettore, che esige particolari capacità e accorgimenti anche tecnici, ma soprattutto la consapevolezza gioiosa di essere il porta parola, il “profeta” di cui Dio si serve per suscitare, risvegliare e far vibrare la fede di quanti ascoltano. Egli dovrà perciò avere una solida formazione biblica che gli consenta - specialmente quando è necessario - di situare la lettura

- Il lettore però è costituito anche per svolgere un compito specifico fuori del contesto liturgico, assumendosi il servizio di catechista e di educatore nella fedesia dei fanciulli come degli adulti.

- Nella Chiesa del nostro tempo si evidenzia sempre più chiaramente la necessità di avere dei laici che si facciano direttamente carico e sostengano con impegno le numerose iniziative che sorgono qua e là, intorno alla parola di Dio: comunità di ascolto, gruppi del vangelo, catechesi bibliche ecc., sia all’interno della comunità parrocchiale come pure in ambienti di vita e di lavoro. Il lettore è quindi il promotore e l’animatore di queste e di altre iniziative analoghe, rivolte all’annuncio o all’ap­profondimento della parola di Dio.
Per questi compiti affidatigli dalla Chiesa, il lettore dovrà avere una sua propria fisionomia spirituale e apostolica: dovrà cioè essere un testimone, un insegnante, un educatore; un innamorato della Parola di Dio, ben preparato e idoneo a orientare, formare e guidare i catechisti più giovani e meno giovani.

I compiti dell’accolito

- nella liturgia cura direttamente il servizio all’altare e il buon funzionamento delle funzioni liturgiche, assiste il sacerdote e il diacono, pulisce i vasi sacri e in via straordinaria può distribuire la comunione.
- Come promotore della vita liturgicadi una co­munità si prende cura di quanti, in essa, svolgono compiti liturgici: ministranti, cantori, let­tori, ecc. Egli è quindi il naturale animatore del “gruppo liturgico” della comunità e per questo deve curare la formazione liturgica e biblica dei vari componenti, pre­parare le celebrazioni, guidarne lo svolgimento, Inoltre cura il culto e l’adorazione eucaristica e può, in casi particolari, espone il Santissimo per l’adorazione
- Come ministro straordinario della Eucaristia visita i malati e porta ad essi la comunione.
- oltre ai compiti liturgici l’accolito, come testimone dell’intimo del legame che esiste tra eucaristia e carità, stimola la comunità all’ esercizio della caritàverso i poveri, i sofferenti, i malati, gli emarginati.
- Dovrà essere l’accolito quindi a suscitare e a curare nella parrocchia o nelle co­munità di gruppo le molteplici forme di assistenza, di aiuto, di promozione uma­na che oggi sono richieste ai credenti che vivono nel mondo e che la Chiesa met­te in cantiere per rispondere alle numerose e svariate attese che si manifestano nei settori dell’ emarginazione, della povertà, della terza età, della malattia, ecc


I NOSTRI DIACONI E MINISTRI

Mario Campanile diacono
Paolo Conti diacono

 
MINISTERIALITÀ DIFFUSA NEL POPOLO DI DIO

Da alcuni anni vari documenti ufficiali della Chiesa e delle Conferenze episcopali segnalano l’uso sempre più frequente del termine “ministeri”, non più applicato solamente ai Vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi e a quanti celebrano i ministeri in vista dell’ordinazione presbiterale, ma anche ad altri ruoli o servizi ecclesiali, quali i catechisti, i lettori, i cantori, i musicisti, i coniugi...
Sono gli effetti portati dal Vaticano II che ci ha aiutato a riscoprire il vero concetto di Chiesa. Infatti la Chiesa che emerge dai vari documenti conciliari e dai pronunciamenti delle varie Conferenze episcopali si configura come Chiesa tutta ministeriale sotto l’azione incessante dello Spirito... una ministeriale che si radica nella dignità sacerdotale, profetica e regale del popolo di Dio ricevuta da ciascuno con il sacramento del battesimo.
In pratica ogni cristiano che si mette alla sequela di Cristo - che non è venuto per essere servito ma per servire - è chiamato a mettersi in atteggiamento di servizio.
Questo servizio si esplicita attraverso la ministerialità.

I MINISTERI NELLA CHIESA


  • Essi si possono distinguere (partendo dalla base):
    Servizi ecclesiali. Esercitati occasionalmente senza nessun mandato


  • Sono quei servizi che comprendono tutte quelle attività spicciole svolte nel campo organizzativo, liturgico, caritativo, e catechistico


  • Ministeri di fatto. Esercitati stabilmente per un certo periodo con eventuale mandato da parte del parroco o vescovo


  • il catechista

  • l’animatore di gruppi, il capo scout, l’educatore
  • il direttore del coro, i musicisti, i coristi, l’animatore liturgico
  • il ministrante o il chierichetto

  • Ministero associato


  • il laico impegnato in Azione cattolica (esiste un suo proprio mandato)


  • Ministeri straordinari . esercitati in forma straordinaria su mandato speciale e temporaneo del vescovo o di un presbitero


  • il ministro straordinario dell’eucarestia


  • Ministeri istituiti. Conferiti attraverso una benedizione da parte del vescovo


  • il lettore: che è al servizio della Parola di Dio 


  • l’accolito: che è a servizio dell’Eucarestia


  • Ministeri ordinati . Conferiti attraverso il sacramento dell’ordine


  • il diacono: ha il terzo grado dell’ordine


  • il presbitero: ha il secondo grado dell’ordine


  • il vescovo: ha il primo grado dell’ordine


mercoledì 12 agosto 2009

I Diaconi della nostra Comunità

mercoledì 24 giugno 2009

Arcivescovo-Vescovo

S.E. Mons. GUALTIERO BASSETTI

Nato il: 07-04-1942 Ordinato Sacerdote il: 29-06-1966
Nato a Popolano, arcidiocesi di Faenza - Modigliana, il 7 aprile 1942; ordinato presbitero il 29 giugno 1966; eletto alla sede vescovile di Massa Marittima - Piombino il 9 luglio 1994; ordinato vescovo l'8 settembre 1994; trasferito ad Arezzo - Cortona - Sansepolcro il 21 novembre 1998; promosso alla sede arcivescovile di Perugia - Città della Pieve il 16 luglio 2009. Attuali


Incarichi:
- Delegato per i Seminari d'Italia
- Membro della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata
- Membro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani
__________________________________________________________
Dall’Appennino dall’Umbria passando per Firenze, la costa tirrenica e Arezzo. Affondano fra le montagne che dividono la Toscana e l’Emilia Romagna le radici del nuovo arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Gualtiero Bassetti nasce a Popolano, località di Marradi, nella diocesi di Faenza-Modigliana, il 7 aprile 1942. È il primo di tre figli e viene alla luce nel comune che ha dato i natali al poeta Dino Campana. Due suoi cugini sono sacerdoti, don Giuseppe e don Luca Bassetti.
Dopo aver trascorso l’infanzia a Fantino, nell’arcidiocesi di Firenze, nel 1956 entra nel Seminario di Firenze. Il 29 giugno 1966 viene ordinato sacerdote nel duomo di Santa Maria del Fiore dal cardinale Ermenegildo Florit. Inviato vice-parroco nella comunità di San Salvi, nel 1968 è chiamato in Seminario come assistente al Minore e responsabile della pastorale vocazionale. Nel 1972 viene nominato rettore del Seminario Minore. Nel 1979 il cardinale Giovanni Benelli gli affida l’incarico di rettore del Seminario Maggiore a soli 37 anni. Nel 1990 il cardinale Silvano Piovanelli lo nomina suo pro-vicario e nel 1992 lo chiama a diventare vicario generale dell’Arcidiocesi di Firenze.
Il 3 luglio 1994 Giovanni Paolo II lo elegge vescovo di Massa Marittima-Piombino.Viene ordinato vescovo l’8 settembre dal cardinale Piovanelli nella basilica di San Lorenzo a Firenze e dieci giorni più tardi fa il suo ingresso nella Diocesi a lui affidata.
Il 21 novembre 1998 viene eletto vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro dove fa il suo ingresso il 6 febbraio 1999. Inizia il suo ministero in terra d’Arezzo con il Giubileo del 2000 a cui Bassetti dedica la sua prima lettera. Ad agosto dell’Anno Santo partecipa alla Gmg di Roma. Sarà una costante del suo episcopato: insieme con i suoi ragazzi per il mondo nelle Giornate mondiali della Gioventù, accanto a loro sulle vie della diocesi. Ai giovani Bassetti scrive lettere, propone incontri, fino a lanciare lo scorso anno l’idea di un “patto educativo” fra comunità ecclesiale, istituzioni, realtà formative e associazionismo per rispondere all’emergenza educativa.
Nei piani pastorali affronta i temi della famiglia, dell’accompagnamento delle coppie prima e dopo il matrimonio, della parrocchia dal volto missionario, della riscoperta dell’identità battesimale, della parrocchia come comunità educante. Nei numerosi messaggi alla diocesi si sofferma, fra l’altro, sulle morti nel lavoro, sulla piaga degli aborti, sulla politica che ha bisogno di un «sussulto profetico», sulla prostituzione, sulla legalità nella gestione della cosa pubblica, sullo shopping domenicale che snatura il giorno del Signore.
Nel 2003 affronta l’emergenza terrorismo dopo l’assassino del soprintendente Polfer Emanuele Petri da parte delle Brigate Rosse. Dallo stesso anno porta avanti la Visita pastorale nelle 245 parrocchie della diocesi (che si sarebbe dovuta concludere fra due anni).
L’attenzione al mondo del lavoro e dell’impresa si concretizza nelle numerose visite alle aziende, alle associazioni di categoria e nelle sedi dei sindacati e trova un punto fermo nella lettera che il primo maggio 2004 pubblica dal titolo «Nella crisi: la speranza oltre ogni paura» che quasi preannuncia le difficoltà del recente terremoto economico-finanziario a cui risponde quest’anno creando un fondo di solidarietà gestito dalla Caritas.
Attualmente è delegato per i Seminari d’Italia (nomina che risale al 2001 con Giovanni Paolo II e che è sta confermata da Benedetto XVI nel marzo 2006), è membro della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata ed è membro del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.

     Stemma


Lo stemma scelto da mons. Bassetti è un tipico stemma di parte Guelfa composto da uno scudo di forma sannitica partito, cioè diviso in due parti uguali da una linea longitudinale passante per il centro, detta palo. Nella parte destra, in campo azzurro, sono rappresentate le figure della casata Bassetti, mentre nella parte sinistra, sempre in campo azzurro, le figure raffiguranti la missione spirituale e l’impegno assunto dal Vescovo come pastore della Chiesa.
Lo Stemma, infine, è cimato da una Croce trifogliata d’oro sormontata dal cappello verde vescovile con tre ordini di nappe, e si chiude sotto la punta dello scudo con il motto “In Charitate Fundati”.
LE FIGURE
Come abbiamo detto, lo stemma scelto da mons. Bassetti racchiude in sé sia le figure proprie della casata dei Bassetti, a destra, sia le figure proprie del Vescovo, a sinistra.
Proprie della Casata
Le figure proprie della casata sono date da un Castello, un Angelo e una fascia.
Il Castello rappresenta un dominio feudale, una signoria, che simboleggia un’antica e cospicua nobiltà. Poiché è d’argento in campo azzurro è emblema anche di virtù forte.
L’angelo, che l’araldica pone tra le figure chimeriche, rappresenta invece l’amore di Dio, mentre la fascia è una pezza onorevole di prim’ordine.
Da notare anche i colori utilizzati: argento, rosso e nero. L’argento fu il colore dei Guelfi e dei Bianchi d’Italia e simboleggia amicizia, equità, giustizia, purezza, ecc. Il rosso indica invece audacia, valore, fortezza, nobiltà cospicua e dominio, mentre il nero è simbolo di stabilità e costanza.
Proprie del Vescovo
Le figure scelte dal Vescovo per rappresentare la sua missione spirituale nonché il suo impegno pastorale sono un Destrocherio, ossia la figura di un braccio destro che esce dal fianco sinistro dello scudo, che reca in mano un ramoscello di olivo sradicato, una cometa d’oro e un giglio di Firenze rosso in campo bianco.
Il destrocherio è una figura araldica che indica impegno; l’oggetto di questo impegno è, di solito, rappresentato da quello viene indicato o stretto nella mano. In questo caso il ramoscello d’olivo sradicato simboleggia non solo l’impegno di essere portatore di pace, ma di voler trapiantare una pace ben più profonda, ossia quella di Cristo nel cuore dei suoi fedeli. Simboleggia in ultima analisi, quindi, una forte volontà pastorale di evangelizzatore.
La cometa d’oro è un altro riferimento al desiderio di evangelizzare. Come essa è stata la guida per i Magi così il Vescovo si impegna ad essere la guida per la sua Chiesa.
La presenza, infine, del giglio rosso di Firenze in campo bianco, collocato nel cantone sinistro del capo, vuole ricordare la sede di provenienza dove il nostro Pastore e Vescovo ha svolto l’importante e intensa attività di Vicario Generale.

martedì 23 giugno 2009

Salve o Madre, Regina del Mondo

Tu sei la Madre del bell’Amore,

Tu sei la Madre di Gesù fonte di ogni grazia,
il profumo di ogni virtù,
lo specchio di ogni purezza.
Tu sei gioia nel pianto,
vittoria nella battaglia, speranza nella morte.
Quale dolce sapore il tuo nome nella nostra bocca,
quale soave armonia nelle nostre orecchie,
quale ebbrezza nel nostro cuore!
Tu sei la felicità dei sofferenti,
la corona dei martiri,
la bellezza delle vergini.
Ti supplichiamo, guidaci dopo questo esilio
al possesso del tuo Figlio, Gesù.
Amen.
Omelia di Giovanni Paolo II
Domenica, 1 maggio 1979

Supplica alla Madonna del Divino Amore

O Santo Spirito, Dio Amore, Dio Santificatore! In questo giorno a Te consacrato, noi miseri e poveri, comprendiamo meglio che tutto viene da Te e nessun bene è fuori di Te! Senza di Te non possiamo conoscere e amare Dio. Senza di Te non possiamo pronunciare il nome SS.mo di Gesù.

Sei tanto grande eppure tanto sconosciuto! Sei l’infinito Benefattore delle anime eppure sei il Dimenticato!
Sei l’Amore e non sei amato! Ti supplichiamo - Tu solo sei la nostra salute! Torna a vivere con pienezza di fede nelle anime nostre.
Torna a vivere nel mondo intero! Brucia in noi ogni peccato, spronaci alla santità - infiamma il nostro cuore di puro amore.
Nel mondo Iddio non è conosciuto - non è amato, anzi è odiato, è abbandonato, è combattuto. - Mai come in questi tempi trionfano la dimenticanza di Dio e l’empietà. - Mai come ora sono pochi gli amici di Dio, e molto perseguitati dagli amici di Satana!
La società sembra impazzita nella ricerca del piacere, nel vizio, nelle fantasie, nelle crudeltà, negli scandali.
O Dio Amore, ascolta la nostra invocazione! Vieni a rivivere in noi con la fede dei primi cristiani! Con la fortezza e l’amore che animò i martiri!
Suscita nelle anime intiepidite e raffreddate da una vita tutta materiale e viziosa, l’amore alla mortificazione, alla penitenza, alla purezza, alla pazienza, alla dolcezza.
O Spirito illuminatore, vieni e mostraTi! Facci ritrovare la via della Fede, quella Fede che ci fà riconoscere Dio nelle anime nostre - Dio nei Tuoi ministri, che spesso abbiamo disprezzati e calunniati - Dio nei nostri fratelli - Dio in tutto il mondo.
O Divino Spirito, quanto abbiamo bisogno di Te!
Siamo diventati ciechi - abbiamo disprezzati i doni di Dio - abbiamo respinto le Sue premure Paterne, perché non abbiamo capito! Siamo quindi poveri e miserabili perché abbiamo rifiutata la richezza infinita.
Ma Tu ora vieni a illuminare le nostre tenebre, così come illuminasti gli apostoli nel Cenacolo; anch’essi non avevano compreso tante cose del loro Maestro!…
Anche noi ci stringiamo ora intorno alla nostra Madre del Divino Amore, così come allora gli Apostoli e attendiamo con grande desiderio, aspettando da Te: luce - forza - Amore!

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